PRIMO PIANO GROSSETO
Progetto del Sole in un’abitazione
L’annuncio del presidente Frascino: «Partirà la prima settimana di novembre»

di ALBERTO CELATA
SUL ‘Dopo di noi’ la Fondazione Il Sole non solo non lascia ma anzi raddoppia. Ad annunciarlo, in una lunga intervista, è il presidente stesso della Fondazione Il Sole, Massimiliano Frascino, che non solo parla della prima esperienza iniziata ufficialmente a inizio agosto nell’appartamento di via Piemonte, ma anticipa il nuovo progetto che partirà con l’inizio di novembre, sempre a Grosseto in via Eduardo De Filippo.

Allora Frascino, come procede il progetto di via Piemonte?
«L’esperienza nel condominio in via Piemonte è iniziata ufficialmente ad agosto e consiste in un co-housing di quattro persone con disabilità per condurre un’esistenza autonoma rispetto al proprio nucleo famigliare originario. Il ‘Dopo di noi’ appunto, un progetto sostenuto dalla Regione Toscana, che in provincia di Grosseto vede il Coeso capofila e la Fondazione Il Sole ente gestore che ha impegnato una cifra di 162mila euro».

Dicevamo di via Piemonte.
«Siamo soddisfatti di come stanno andando alle cose, anche se all’inizio, e forse un po’ anche per colpa nostra, con gli altri condòmini qualche difficoltà c’è stata, soprattutto quando si è sparsa la voce che nell’appartamento si sarebbe trasferito un gruppo stabile. La convivenza si sa nei condomìni non è sempre facile, e c’era qualche timore rispetto a persone che si pensa siano più “difficili” della media. Forse noi dovevamo presentare meglio il progetto al resto del palazzo. Ad ogni modo sono state solo incomprensioni iniziali. Ora i nostri ragazzi si stanno integrando non solo nel palazzo ma anche nel quartiere. Una di loro è andata a chiedere a una vicina un ingrediente che le mancava, mentre un altro ha scelto da solo, nel quartiere, il parrucchiere dove andare a farsi i capelli. Piccoli segnali di normalità e serenità».

E ora parte un nuovo progetto.
«Si all’inizio di novembre apriremo una seconda casa del ‘Dopo di noi’, in via Eduardo De Filippo. Il padre di una ragazza di 22 anni ha comprato una casa dove in prospettiva, insieme a sua figlia, abiteranno altre tre persone. Perché i nostri moduli prevedono un massimo di quattro ospiti e un operatore fisso ventiquattro ore su ventiquattro, con tre turni».

La vostra tendenza è quella di avere o abitazioni proprie o di proprietà delle famiglie dei vostri ragazzi.
«E non è una scelta casuale. La loro casa, in cui devono vivere in modo autonomo rispetto alle loro famiglie di origine, non deve essere assolutamente caratterizzata dalla precarietà. Le persone con problemi hanno bisogno di certezze, di punti di riferimento. Ed è questo quello che vogliamo offrire ai nostri ragazzi per questo puntiamo ad avere la piena disponibilità degli immobili».

Dopo quelle di via Piemonte e via De Filippo pensate di aprirle altre?
«Al momento sono venti le persone che hanno fatto richiesta di aderire al progetto, che in via De filippo prevede la rotazione di cinque gruppi per l’addestramento alla vita in autonomia. Preparatorio ‘Dopo di noi’. Il progetto dura tre anni, e credo che prima sarà pronto un nuovo gruppo. E’ chiaro che se le cose funzionano, e sono sostenibili economicamente, ci troveremo di fronte a nuove richieste di aperture da parte delle famiglie».

E con i soldi come fate?
«Realizzando tante iniziative, ma anche frugandoci in tasca come abbiamo chiesto quest’estate alle famiglie dei nostri ragazzi. E poi c’è anche l’importante contributo dell’8 per mille. L’ultimo, quello della campagna con il Conte Max del 2017, ci ha fruttato 86mila euro, a testimonianza dell’attenzione e della partecipazione con cui la gente segue i nostri progetti».