DOPO DI NOI. Parte a razzo l’esperienza del secondo appartamento – dedicato a palestra dell’autonomia – che la Fondazione il Sole Onlus ha inserito nel progetto “Per un Dopo di Noi sostenibile e replicabile”.

Venerdì pomeriggio Mirko, Christian, Benedetto ed Emanuele, primo gruppo dei quattro che per il mese di dicembre ruoteranno in ogni weekend, hanno preso possesso delle stanze dell’appartamento che la Fondazione ha allestito in via Edoardo De Filippo. Grazie all’accordo trovato con una delle famiglie che ne fanno parte, la quale ha messo a disposizione l’immobile in una prospettiva di collaborazione duratura nel tempo.

Obiettivo dei primi quattro week end di dicembre è quello d’iniziare il percorso di verifica dei livelli di autonomia possibili per quattro gruppi di persone, prima iniziando con tre giorni lontano da casa (venerdì/domenica). Poi aumentando progressivamente la durata dei periodi in modo da valutare sia la capacità di vivere in comune che la tenuta rispetto alla lontananza dalle abitudini domestiche.

L’appartamento di via Edoardo De Filippo (training per l’autonomia) è il secondo previsto, e segue a quello già operativo da inizio agosto in via Piemonte a Grosseto. Si chiude così il cerchio del progetto triennale “Per un Dopo di noi sostenibile e replicabile” finanziato da Regione e Coeso-Sds attraverso i fondi della Legge 112/2016 e con risorse proprie dalla Fondazione Il Sole Onlus.

«La nuova unità residenziale – spiega Monica Calabrese, responsabile del progetto Dopo di Noi per la Fondazione – ospiterà a rotazione quattro gruppi di quattro persone ciascuno, che per periodi progressivamente più lunghi a partire dai week end di tre giorni, impareranno a vivere in autonomia lontano dalle sicurezze della vita in famiglia. Un lungo percorso che si basa sulla valorizzazione e implementazione delle autonomie delle persone coinvolte, che costituisce una sorta di “palestra dell’autonomia” che coinvolgerà persone relativamente giovani; più o meno dai 20 ai 45 anni. L’obiettivo è quello di prepararle al momento in cui dovranno per scelta o per forza lasciare la propria famiglia originaria».

Rispetto al progetto Fondazione Il Sole ha deciso di investire risorse proprie per circa 180.000 euro in tre anni, cofinanziando il 27% del progetto rispetto al minimo del 7% richiesto dal bando regionale. La percentuale più alta della Toscana. «È stata una scelta non facile – spiega il presidente della Fondazione Il Sole, Massimiliano Frascino – ma inevitabile. Siamo convinti del fatto che le piccole strutture residenziali a dimensione familiare siano quelle che garantiscono la migliore qualità della vita alle persone con disabilità psichica, intellettiva e relazionale non autosufficienti, soprattutto perché vengono salvaguardate le relazioni umane e l’inserimento nel microcosmo del quartiere. Naturalmente questo tipo di soluzione non è possibile per le persone più gravi con un elevato bisogno assistenziale, ma la platea di riferimento per gli appartamenti della 112/2016 rimane vasta. Noi vogliamo costruire una risposta residenziale diversa rispetto alle mega strutture da 100/130 posti letto, come quelle ad esempio realizzate o in via di realizzazione a Pisa (nel comune di San Giuliano Terme), perché non ci piace l’idea che l’assistenza e l’integrazione diventino un’industria. L’obiettivo è creare nel tempo una rete di appartamenti a Grosseto e Provincia che siano parte integrante nelle comunità di riferimento. È una scommessa impegnativa che richiede risorse economiche oltre che passione. Per questo bisogna sia chiaro a tutti che l’obiettivo si raggiunge solo se si mettono insieme le risorse pubbliche, quelle del Terzo settore (la Fondazione) e quello delle famiglie. Fra tre anni tireremo una riga e vedremo se avevamo avuto ragione o meno a pensare a un “dopo di noi sostenibile e replicabile”, non arrendendoci all’’idea che le persone con disabilità possono solo avere la prospettiva di vivere in grandi strutture istituzionalizzanti e confinanti».