Un assegno da 1.200 euro a Il Sole
Il Cral De Jure ha consegnato il ricavato del Senza Barriere Show

GROSSETO Consegnato dal direttivo del Cral De Jure alla Fondazione IlSole l’assegno da 1.200 euro, ricavato della serata Senza Barriere Show. Nell’occasione, il presidente Tommaso Talamanca ha speso parole di ringraziamento per tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita. Sponsor, gruppi, persone, associazioni che hanno collaborato «in forma completamente gratuita anzi in alcuni casi sostenendone anche le proprie spese – dice Talamanca – alla realizzazione dello serata conclusiva». E cioè la scuola di ballo Odissea 2001, il gruppo musicale 45 giri, le compagnie teatrali Il Teatraccio, Maina, e il gruppo Attori per caso, alle interpreti Lis, Imma Elevato e Silvia Puopolo, la squadra locale di rugby. Ma anche l’assessore Paolo Borghi e Francesca Ciardiello: «Grazie a lei abbiamo realizzato uno spettacolo che creasse qualcosa di “ricreativo” che è proprio di un Cral, di “culturale” dove con poche battute si sensibilizzasse sull’abbattimento di qualsiasi tipo di barriere presenti nella società civile, siano esse fisiche, culturali, economiche e sociali, la permanenza delle quali ostacola la civile convivenza e lede i diritti e le opportunità delle fasce più deboli della società». Il presidente ringrazia anche la nostra redazione per il supporto fornito «per consentire di parlare di qualcosa di diverso dalle solite notizie di cronaca,crisi ecc. , ma non per nascondere la realtà ma per far risaltare che nella nostra citta esistono associazioni, gruppi, singoli a volte nascosti che si adoperano per abbattere delle barriere e che lavorano per gli altri in modo disinteressato quindi dare una “informazione” diversa». E naturalmente un grazie a chi è intervenuto alla serata. Per ultimo, Talamanca lancia un appello per “convertire” la Sala Eden, di prossima chiusura, e per consentirne l’utilizzazione a realtà culturali cittadine che sono prive di un punto di aggregazione: «Potrebbe anche diventare un punto di riferimento per tutti questi gruppi, anche giovanili in modo da far anche rivivere tutta la cinta muraria che spesso è zona morta».