La manovra della Regione in due mosse: da luglio scaglioni diversi, in autunno tutto il resto . L’esclusione sarà completa solo per le famiglie con un reddito ricalcolato al di sotto dei 20mila euro

di Stefano Bartoli
Dall’autunno, forse da settembre o più probabilmente da ottobre, l’Isee, cioè il sistema di calcolo effettivo della ricchezza della famiglie (del cui meccanismo parliamo a parte), diventa obbligatorio per usufruire della sanità pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ma un primo assaggio lo avremo subito
perché, anche se manca il bollo dell’ufficialità, da luglio entreranno in vigore le nuove fasce Isee in base al quale verranno stabilite le quote da pagare per ogni famiglia, con la novità più significativa sugli estremi: non si dovranno superare i 20mila euro Isee di reddito complessivo familiare se si vuole l’esenzione completa, basterà essere al di sopra dei 70mila per pagare il massimo.

Insomma, si rimettono le mani sulla sanità e su quel complicato meccanismo dei superticket imposti dalla Regione Toscana nell’agosto del 2011. Il primo passo sarà sperimentale, ma verrà subito dopo seguito dalla cancellazione del doppio binario, quello per cui, in farmacia, si poteva scegliere se indicare sulla ricetta l’eventuale esenzione in base non solo all’Isee, ma anche all’Irpef, con quest’ultimo parametro “agevolato” dalla semplice dichiarazione dell’importo.

Un punto questo piuttosto controverso perché, anche se i controlli sono sempre in agguato, come testimoniano i numerosi screening di Asl e guardia di finanza, in alcune zone sono state proprio le fiamme gialle a tracciare bilanci sconfortanti: false fino a tre dichiarazioni su quattro, con riflessi non solo sui servizi sanitari, ma anche, ad esempio, sulle tariffe per la mensa e le tasse scolastiche.

Introiti deludenti. Oltre ai danni dell’evasione, la spinta più importante per la Regione sembra comunque arrivare dagli introiti piuttosto deludenti del superticket. Calcoli degli esperti alla mano, come ha scritto a suo tempo Il Tirreno, il problema dell’attuale meccanismo è la perfetta corrispondenza tra le fasce dell’Irpef e quelle dell’Isee, motivo per cui chi ha un reddito di una certa consistenza finisce con il ricorrere ai Caaf per trovare una strada più conveniente.

In sostanza, la rimodulazione incastrerà molti di coloro che fino ad adesso sono riusciti ad evitare il supplemento od a pagarlo in misura ridotta, un esborso che comunque era derivato dal tagli del governo e dalle intenzioni della Regione di evitare un ticket uguale per tutti.

Parlando invece di incassi, con quella operazione il presidente toscano Enrico Rossi voleva recuperare (come dice esplicitamente la delibera numero 722 del 4 agosto 2011) qualcosa come 65,5 milioni di euro. Ma su quanto poi è effettivamente entrato in cassa, il nuovo assessore alla sanità Luigi Marroni, che all’inizio di giugno ha sostituito Daniela Scaramuccia, ha deciso di non pronunciarsi. Non avendo notizie ufficiali, sul bilancio dei nuovi ticket ci dobbiamo quindi fermare alle voci che circolano in Regione e che parlano di un incasso di circa 12 milioni di euro fino ad oggi e che dovrebbero arrivare, a settembre, cioè dopo un anno esatto, a circa 15 milioni, ben al di sotto del tetto stabilito.

Le nuove fasce. E veniamo più nel dettaglio delle fasce di reddito. Ad oggi (vedi anche la tabella) se ne utilizzano quattro per calcolare la quota di ticket e sono appunto identiche a quelle previste se si prende come documento base la dichiarazione dei redditi: sotto i 36mila euro (esenzione dalla nuova tassa), tra 36 e 70mila, tra 70 e 100mila e oltre 100mila (versamento massimo).

Chi ha già ottenuto la certificazione Isee può appunto usare gli stessi limiti, ma si parla di appena il 3 per cento di coloro che pagano le prestazioni del servizio sanitario pubblico. Le nuove fasce, che dovrebbero partire dall’inizio di luglio, sarebbero invece tra 0 e 20mila euro (esenzione completa), tra 20mila e 50mila, tra 50 e 70mila e oltre 70mila (pagamento massimo).

E dunque ci sarà chi, già dal prossimo mese, non potrà più abbattere il “ticket” ricorrendo all’Isee. Un esempio: un cittadino che avesse 40mila euro di reddito e 25mila di Isee non rientrerebbe più fra gli esenti.

In attesa del governo. Chi non si metterà in regola pagherà interamente la nuova tassa introdotta l’estate scorsa su farmaci, visite ed esami. E, da settembre od ottobre, non potrà ricorrere più neanche alla dichiarazione Irpef. Il tutto in attesa del governo che, nonostante la puntuale smentita del ministro, starebbe lavorando all’introduzione di una franchigia su alcune prestazioni e ad una riforma generale dell’Isee, con un calcolo personalizzato per ogni servizio, anche di carattere non sanitario.

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO USCITO SU LA REPUBBLICA FIRENZE DEL 13.06.2012