L’Ambientalismo attivo è un’attività motoria nata grazie al contributo del Prof. Giovanni Notarnicola, psicologo, psicoterapeuta e docente di Riabilitazione Motoria presso l’Università di Firenze, che ha aggiunto alla normale attività motoria per l’età evolutiva un aspetto psicologico riguardante il superamento delle paure ancestrali (paura del vuoto, del buio, dell’essere costretti e avvinti, dell’affidamento del proprio corpo ecc.) attraverso il gioco.

Per Notarnicola ogni persona porta con sé dalla nascita, basilari informazioni tramandate dai nostri avi, utili per condurre la propria vita di relazione. Questa eredità la definisce “intelligenza della specie” e il suo recupero non si limita solo agli aspetti somatici, ma si estende alla misura delle sensazioni, identità e appartenenza, motivazione e conoscenza. Con il recupero dell’intelligenza della specie ogni offerta didattica elargita al soggetto diventa cultura e quindi passibile di ulteriori elaborazioni; senza questo recupero essa rimane purtroppo un assai riduttivo addestramento, incapace di produrre ulteriori modelli.

Per recuperare l’intelligenza della specie nella sua totalità ogni nuovo nato, appena possibile, dovrebbe poter giocare insieme a un gruppo di bambini, eterogeneo per sesso ed età, in ambiente naturale o a imitazione del naturale, sperimentando il coraggio-paura nell’incontro-scontro morfo-ambientale dell’arrampicarsi, del derampicare, correre, spingere e tirare, nascondersi, sollevare, portare ecc., in libera espressione, cioè solo occasionalmente e marginalmente orientati dall’intervento degli adulti. Ma ben altre paure , ad esempio la paura del vuoto, del buio, dell’affidamento del proprio corpo ecc. superabili con i relativi giochi.

Le paure ancestrali ambientali se non vengono superate possono compromettere l’accrescimento e la maturazione (quindi l’indipendenza) di un determinato soggetto, oltre che lasciare irrisolte anche quelle ancestrali relazionali, come la paura della malattia, del non conosciuto, quella di non comprendere o di non essere compreso, paura di assumere responsabilità, e così via. Esse, vissute a valori significativi, bloccano l’evoluzione motoria, spesso anche quella del linguaggio e dell’espressione grafica aumentando ansia e rigidità somatica.

Questo metodo, messo a punto in trent’anni di ricerca, ha dimostrato che i soggetti trattati possono essere stati danneggiati in tutti i settori ma non nella possibilità di recuperare l’intelligenza della specie.

Attraverso l’apprendimento “inconsapevole”, l’Ambientalismo attivo riporta le paure ancestrali ambientali alle percentuali di sicurezza favorendo l’apertura al superamento delle paure ancestrali relazionali.

Nel 2001 anche l’AGGBPH ha sposato questo progetto sotto la supervisione del Prof. Notarnicola, che ha guidato la referente responsabile Cristiana Artuso.

L’attività si svolge nella palestra dell’Istituto Magistrale Rosmini nei periodi più freddi e al Campo Zauli o al Parco di Via Giotto durante i periodi più miti.

GIORNI E ORARI:

Giovedì dalle ore 16.30 alle 18.30

Per info:

Roberto Marcucci 338.8260557