Abbiamo ripreso le attività autunnali con determinazione equivalente alla preoccupazione. La seconda ondata della pandemia di Sars-Cov-2 che in questi giorni si sta manifestando, ci allarma ma non ci scoraggia.
Il protocollo di sicurezza per il contrasto al Covid-19 messo a punto dal dipartimento della prevenzione della Asl Toscana sud est ci ha imposto una rimodulazione delle attività, e una riduzione del numero delle persone che le possono frequentare. Aumentando peraltro i costi.
È il prezzo da pagare per garantire la sicurezza alle persone con disabilità e ai nostri operatori, quindi va bene così. Il Coronavirus non risparmia nessuno, e questo vale anche per la Fondazione Il Sole e le persone che la frequentano.
Attualmente all’attività occupazionale stanno prendendo parte 42 persone con disabilità, organizzate su due turni, a fronte delle 73 che lo facevano nei giorni immediatamente precedenti il lockdown. Questo dà la misura dell’importanza per tante famiglie con persone disabili di avere un interlocutore affidabile come la Fondazione, che prenda in carico chi è solo parzialmente o pochissimo autonomo in conseguenza di una disabilità psichica, intellettiva, relazionale o una multi-disabilità.
Purtroppo in questa fase dobbiamo viaggiare a scartamento ridotto, cercando di evitare le occasioni di contagio, e per questo stiamo a malincuore rinviando l’ingresso di nuove persone che si rivolgono a noi. Sperando che presto arrivi il vaccino per tornare alla normalità.
Considerata la difficoltà generale di un anno disgraziato, a maggior ragione sentiamo il bisogno di ringraziare le imprese per il sostegno che ci hanno garantito, aderendo al progetto di responsabilità sociale “Aziende alla luce del Sole”. Dando gambe allo sforzo di costruire un welfare di comunità che risponda ai bisogni veri di chi convive con la disabilità grave.
A nome di tutti noi, un grazie sincero