Partecipare a esperimenti di chimica e fisica nel laboratorio dell’istituto, insieme agli studenti curriculari, e cimentarsi con la cosiddetta “agricoltura sinergica” per 2017-01-25-PHOTO-00000025realizzare un vero e proprio orto. È l’esperienza che sta facendo un gruppo di persone con disabilità che, grazie alla collaborazione con l’Istituto d’istruzione superiore statale (IISS) “Alessandro Manetti”, sta frequentando il laboratorio della scuola grossetana che ha sede alla Cittadella dello studente.

Così, ad esempio, i ragazzi imparano che cos’è un esame cromatografico della materia, la tecnica di chimica analitica strumentale per purificare e separare le sostanze, con l’obiettivo di determinarne le caratteristiche qualitative e quantitative. Oppure imparano a effettuare la pesatura degli elementi.

Un altro segmento del laboratorio, poi, riguarda la realizzazione di un “orto sinergico” secondo le modalità prescritte dall’agricoltura sinergica, basata sulle elaborazioni dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka e della coltivatrice spagnola Emilia Hazelip. Si tratta della forma di coltivazione più naturale in assoluto, che riconosce l’utilità della sola pacciamatura e ripudia l’utilizzo di qualsiasi tipo di ammendante, perché considera che il suolo migliora la sua fertilità se coltivato con la massima densità di piante e trattato correttamente.

Quattro i principi per realizzare la forma di agricoltura più in armonia con la natura e non inquinante.

1) Nessuna lavorazione del suolo, poiché la terra si lavora da sola attraverso la penetrazione delle radici e l’attività di microrganismi, insetti, lombrichi e altri piccoli animali

2) Nessun concime chimico né composto preparato, poiché il suolo lasciato a se stesso conserva e aumenta la propria fertilità

2) Nessun diserbo, perché le erbe indesiderate vanno solamente controllate ma non eliminate

4) Nessuna dipendenza dai prodotti chimici, poiché se la natura viene lasciata a se stessa resta in perfetto equilibrio.