È iniziato con un’esperienza originale il ciclo 2016-17 del laboratorio di arti visive che si tiene nella contenitore dell’Attività occupazionale della Fondazione di sole.2016-09-21-photo-00000010

Mercoledì mattina un gruppo di ragazzi si è infatti recato al cassero senese per andare a visitare la mostra organizzata nell’ambito della rassegna d’arte “La città visibile”. Trovando chiuso, il gruppo si è soffermato di fronte ai murales realizzati sul muro della rampa di accesso alla fortezza, realizzati nel 2015 come omaggio al regista Mario Monicelli. Colpiti dalla bellezza dei murales i ragazzi, guidati dagli operatori, hanno svolto delle riflessioni sul senso della parola “speranza”.

«Il laboratorio di arti visive – spiega la referente dell’Attività occupazionale, Lucia Cortecci – nasce come occasione per analizzare i diversi linguaggi dell’arte e riflettere su cosa comunicano le opere, consentendo così ai ragazzi di esprimere le proprie emozioni e poi analizzarle in un confronto costruttivo fra loro. Nei mesi scorsi abbiamo visitato mostre e musei, oppure guardato filmati o riviste con immagini artistiche frutto di diverse tecniche espressive. Quest’anno abbiamo deciso di puntare sulla street art come forma di espressione visiva dell’arte contemporanea che ha molteplici manifestazioni in ambito urbano, sulla quale è possibile fare un lavoro creativo che tiri fuori l’emotività delle persone. E abbiamo cominciato mettendo in relazione i murales e il significato della parola speranza».

Nell’occasione dell’osservazione dei murales dipinti sulla rampa d’accesso al cassero senese, ogni persona ha scelto il murale che più la rappresentava dandogli un significato dal proprio punto di vista. Alberto, ad esempio, ha scelto quello che ritrae un uomo con una valigia piena di soldi, sottolineando che per lui rappresentava la speranza che la ricchezza possa essere divisa tra i poveri. Daniela, invece, ha scelto l’immagine della lampada, spiegando che per lei rappresenta la speranza che la luce ossa scaldare e illuminare tutti.