Il laboratorio di cucina è uno dei più longevi. Scegliere il menù del giorno, andare a fare la spesa, preparare il cibo e apparecchiare per chi arriverà a pranzo, sono le incombenze12494387_10153889512988331_944214037_o quotidiane del gruppo che, a rotazione, deve presidiare la cucina.

È una delle tante cose che vengono fatte nell’ambito dell’Attività occupazionale, il grande contenitore di attività, corsi e laboratori che attualmente è frequentato da 48 persone con disabilità.

«Ogni giorno – spiega la responsabile Rachele Blijemberg – diamo da mangiare a un numero di persone che varia da 50 a 65, a seconda di chi è presente alle attività. Decidere il menù, fare la spesa e preparare il pranzo per chi frequenta l’Attività occupazionale è un esercizio di applicazione e disciplina; un modo costruttivo d’impiegare il tempo assumendosi alcune responsabilità nei confronti della comunità della Fondazione. In questo senso il pranzo tutti insieme è il momento della finalizzazione del lavoro della mattinata, che ha un importante valore educativo».

Il laboratorio di cucina, al pari degli altri, viene frequentato a rotazione da tutti coloro che prendono parte all’attività occupazionale, in modo da variare la routine degli impegni quotidiani. Insieme a Rachele lavora Anna Pappalardo, la cuoca, coadiuvate alla bisogna da operatori o volontari del servizio civile. Un apporto determinante al Laboratorio di cucina viene dall’azienda castiglionese Fredditalia, che spesso offre gratuitamente derrate alimentari. Mentre l’Attività occupazionale nel suo complesso è sostenuta dalle aziende che aderiscono al progetto Alla Luce del Sole – Imprese a responsabilità illimitata.

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