È uno dei servizi più utilizzati dai ragazzi, perché risponde ad un’esigenza basilare delle persone con disabilità: quella di avere occasioni di socializzazione per staree in mezzo alla gente e stabilire relazioni umane. Si chiama “Tempo libbero, No tempo vuoto” ed è stato organizzato per la prima volta otto anni fa dall’Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap, cui di è poi affiancata l’associazione.

Attualmente a questo servizio fanno riferimento 25 ragazzi e ragazze, che in molti casi frequentano le scuole medie superiori, ma non solo. A garantire le due uscite settimanali in piccoli gruppi, sono i volontazi del Servizio civile, coordinati da due psicologi Irene e Dario.

 

«L’idea di base – spiega Irene – è quella di consentire a chi frequenta il servizio la possibilità di stare con i propri coetanei, in modo da favorire percorsi di soializzazione, variare la routine quotidiana e aver stimoli. Una parte dell’attività consiste nel frequeentare luoghi dove si incontrano altri giovani, prevalentemente all’interno del centro storico. Ma non ci limitiamo a questo: ad esempio, sabato abbiamo partecipato alla festa della Bfana di Alberese, un paio di fine settimane fa siamo andati a Roma a fare una gita, e sabato 19 gennaio saremo al Madonnino per la “Mostra scambio Auto e Moto d’epoca”, su invito di Grosseto Fiere».

«Ciò che è importante – sottolinea Dario – è che i ragazzi imparino a gestire il proprio tempo libero in modo costruttivo, evitando di isolarsi per mancanza di occasioni di socializzazione. Il nostro compito è di cogliere le loro aspettative e di organizzare attività che li gratifichino, ma che li motivino ad apprendere comportamenti che facilitino la loro capacità di stabilire nuove relazioni umane, amicali e affettive».

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