AUTONOMIA POSSIBILE/ Arrivate a 24 le persone che ruotano nell’appartamento della Fondazione

AUTONOMIA POSSIBILE/ Arrivate a 24 le persone che ruotano nell’appartamento della Fondazione

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IMG_6784Quando quasi due anni fa abbiamo iniziato con un primo nucleo di persone per le prime due notti fuori casa, non pensavamo sinceramente che il progetto “Autonomia possibile” potesse riscontrare il successo che ha avuto.

Pur consapevoli che il tema del Dopo di Noi – le soluzioni residenziali rivolte a chi non ha più le condizioni per vivere in famiglia – è uno degli assilli principali per i familiari delle persone con disabilità, il passaggio culturale di affrontare il problema di organizzarsi per tempo è tutt’altro che scontato. Non solo perché per i genitori questo significa proiettarsi in un futuro che prevede la loro scomparsa, con l’angoscia che questo genera rispetto al destino di un figlio disabile, ma anche perché ciò comporta una consapevolezza profonda rispetto al livello di autonomia che il proprio figlio/a può raggiungere, e una disponibilità a lascarlo uscire dal nido protetto della propria casa affidandone la presa in carico a soggetti terzi. Nel nostro caso gli operatori della Fondazione.

Nonostante queste comprensibilissime preoccupazioni, in pochi mesi sono state superate tutte le diffidenze. Con le famiglie che hanno progressivamente aderito alla sperimentazione, e sopratutto con le persone disabili che hanno dimostrato di apprezzare l’esperienza dell’autonomia adattandosi con grande elasticità alla vita nella piccola comunità dell’appartamento e dimostrando generalmente una buona attitudine a cooperare fra loro nella gestione della casa. Dove anno trascorso via via periodi più lunghi di soggiorno, da tre giorni a un mese.

Uno dei tanti bei risultati di cui siamo felici, consiste nel fatto che le stesse famiglie hanno accettato senza remore l’idea che anche i loro figli più giovani debbano uscire di casa per sperimentare cosa significhi la vita in autonomia e affrontare le tante piccole sfide quotidiane che questo comporta. Superando così il pregiudizio culturale che ci sia una separazione netta tra Durante Noi (finché i genitori sono vivi) e Dopo di Noi (quando sono scomparsi), appropriandosi dell’idea che “l’addestramento” alla vita in autonomia sia un continuum, che prima inizia e meglio è.

In questi primi 20 mesi, quindi, sono già state 24 le persone con disabilità che sono ruotate a gruppi di tre-quattro persone nell’appartamento che abbiamo acquistato grazie alla generosità della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze e diana ventina di aziende grossetane. Il prossimo passo, a inizio 2018, grazie ad un progetto sul Dopo di Noi cofinanziato dalla Regione Toscana, un primo nucleo di 4 persone disabili pronto per la vita in autonomia lascerà definitivamente la propria famiglia per vivere in una nuova piccola comunità familiare. Mentre gli altri proseguiranno il loro apprendistato in attesa di essere pronti e avere l’opportunità di fare il grande salto.

Chi volesse sostenere Autonomia possibile può farlo con un versamento sul Conto corrente:

BANCA TEMA – CREDITO COOPERATIVO
Via Unione Sovietica 42, 58100 Grosseto

IBAN – IT14D0885114301000000311562

Causale. donazione liberale per il progetto Autonomia possibile

 

 

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