Nel secondo week end di Maggio si parte. Il progetto “Autonomia possibile” – che ha l’obiettivo di dare la possibilità a piccoli gruppi di persone con disabilità di vivere in cosa-fare-in-caso-di-cambio-di-residenza_55405d8501c0580056c527f92e6eb881autonomia con una bassa intensità assistenziale – diventa operativo grazie ad un appartamento messo a disposizione dalla famiglia Cianferoni. In attesa che la Fondazione acquisti in proprietà un proprio appartamento, nel quale andrà a vivere in pianta stabile un primo nucleo di 4 persone disabili.

«In questa prima fase – spiega Roberto Marcucci, coordinatore delle attività della Fondazione – abbiamo 22 persone con diversi tipi di disabilità che a gruppi di 3 o 4 ruoteranno ogni week end nell’appartamento, dal venerdì alla domenica. L’obiettivo che ci siamo dati, è quello di testare le reazioni delle persone alla convivenza e di valutare il loro grado di autonomia, valutando problemi e cose positive. Vivere in autonomia per chi ha sempre e solo vissuto in famiglia non è una cosa semplice, e richiede passaggi graduali e lo sviluppo di alcune competenze non scontate. Entro novembre, poi, dovremmo avere a disposizione un nuovo appartamento, nel quale andrà a vivere in pianta stabile un primo gruppo di quattro persone, che definitivamente, o comunque per lunghi periodi, lasceranno la propria famiglia per vivere autonomamente».

Autonomia possibile rientra a pieno titolo nel rema del “durante e dopo di noi” ed è un progetto inseguito da tempo dalla Fondazione Il Sole. L’acquisto dell’appartamento è ora a portata di mano grazie ad alcune significative donazioni da parte di Fondazione CaRiFi, Valeriano Cosci e Studio Kalimero, per complessivi 203.000 Euro. Ai quali si spera se ne possano aggiungere altri.

«Questo progetto sul durante e dopo di noi – spiega il presidente della Onlus grossetana, Massimiliano Frascino – è importante per molti motivi, ma soprattutto per uno: dimostrare alle famiglie che possono fidarsi fino in fondo di un modello gestionale per una struttura residenziale di tipo familiare che garantisce autonomia reale, qualità della vita e sostenibilità economica. Se saremo in grado di garantire questa prospettiva – conclude il suo ragionamento Frascino – sono certo che per molte persone con deficit psichici, intellettivi e fisici, sarà possibile anticipare il momento della relativa autonomia rispetto al momento in cui i loro genitori diventeranno vecchi o verranno meno».

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