Cade in questi giorni il secondo annivesario dall’apertura della cassa famiglia di viale Uranio. Ricorrenza che sabato la coop Uscita di Sicurezza, gestore della residenza, ha voluto ricordare con una mattinata di festa dedicata alle persone che vivono nella struttura, ai loro amici e familiari.

A rallegrar le genti ci hanno pensato un mago illusionista Maurice e Guido Ciavola, musicista ed educatore, che ha fatto divertire tutti quantii i presenti facendoli cimentare in una specie di concerto improvvisato con strumenti primordiali e battito ritmico di mani e piedi. Dietro le quinte, ma come sempre determinante, il lavoro dell’eclettico direttore della struttura Paolo Tusa e di tutti i ragazzi e le ragazze che lavorano per la cooperativa.

Come da copione la mattinata si è conclusa con un bel pranzo, al termine del quale è stata sacrificata una squisita torta alla crema preparata per l’occasione.

«A due anni dall’apertura della Rsd Il Sole – spiega il direttore responsabile Paolo Tusa – possiamo dire di aver concluso il rodaggio nella gestione della struttura e di aver trovato un equilibrio tra le esigenze organizzative e gli standard che garantiscono la qualità della vita delle persone che ci vivono. Mi sembra di poter dire che anche da pate dei familiari degli utenti ci sia una diffusa soddisfazione per come vanno le cose e per le attività che abbiamo organizzato, cercando la collaborazione e lo scambio di idee continuo con utenti, familiari e con la Fondazione. Naturalmente non vogliamo accontentarci dei risultati fin qui raggiunti, e ci impegnamo a continuare a ricercare nuove soluzioni per migliorare la qualità della vita e la soddisfazione degli ospiti della casa famiglia».

«Sono già passati due anni – dice il presidente della Fondazione Il Sole, Massimiliano Frascino – e quasi non ce ne siamo accorti. Oggi le persone che vivono stabilmente nella residenza sanitaria per disabili (Rsd) sono 13, e mi auguro che presto sia occupato anche il 14° posto letto disponibile. Ma aldilà di questo, il motivo più grande di soddisfazione sta nel constatare che la qualità della vita delle persone ospiti è davvero elevata. Di questo non posso che ringraziare la coop Uscita di Sicurezza e gli operatori che lavorano nella casa famiglia, che continuano a dimostrare passione per il proprio lavoro e a trasmetterla alle persone che vivono nella struttura. Obiettivamente parlando, con il passare del tempo il rischio che si corre in ambienti di questo tipo è quello della spersonalizzazione e burocratizzazione dei rapporti umani. Alla casa famiglia Il Sole questo non avviene e va reso merito a chi s’impegna quotidianamente perché questo non succeda».

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