Frilli PatriziaIl Coordinamento Dipoi sulla dichiarazione dell’assessore Stefania Saccardi: «È una delle nostre richieste alla Conferenza regionale sulla Disabilità. Pronti a collaborare con la Regione»

«L’anticipazione da parte dell’assessore regionale al welfare Saccardi di voler predisporre una delibera ad hoc per il settore del “Dopo di noi”, va salutata come una novità positiva e molto importante. Un cambio di prospettiva radicale che darebbe finalmente più serenità a diverse migliaia di famiglie toscane». È il commento a caldo di Patrizia Frilli, presidente del “Dipoi”, il Coordinamento toscano delle associazioni e fondazioni per il durante e dopo di noi.

«Sono anni – aggiunge Frilli – che le famiglie con figli disabili non autosufficienti, pongono il problema della loro assistenza e qualità della vita nel momento in cui i genitori verranno meno. Il Coordinamento Dipoi è nato proprio per riunire e rappresentare associazioni e fondazioni che in Toscana si occupano di questo delicatissimo tema, collegandolo ai servizi per il “durante noi” che accompagnano le persone disabilità nel corso della vita, logo dipoi mediogarantendone l’integrazione e preparandole appunto al “dopo”. Proprio in occasione della recentissima Conferenza regionale sulla disabilità tenutasi a Campi Bisenzio, abbiamo presentato un documento che chiedeva alla Regione di farsi carico di questi temi collaborando con il tessuto di associazioni e fondazioni che operano nel Terzo settore.

Per questo accogliamo con grande speranza la dichiarazione dell’assessore Saccardi di voler proporre un “provvedimento legislativo che mira a integrare politiche sociali e sanitarie, abitative, scuola e lavoro”. Così come quella di “allargare il numero delle fondazioni e della associazioni che attualmente si occupano della cura e dell’assistenza ai disabili che perdono i genitori”.

Alla vicepresidente della Regione chiediamo di andare avanti e di innovare con coraggio le politiche regionali per la disabilità. Noi ci siamo, e senza invasioni indebite di campo chiediamo di poterci confrontare ed esporre le nostre idee».