Novità giurisprudenziali sulla tutela dei disabili suddivise per settori tematici a cura della dottoressa Giulia Milizia, studiosa di diritto amministrativo

DIRITTI ALL’ISTRUZIONE ED AL TRASPORTO
È questo il settore su cui i tribunali amministrativi, negli ultimi anni, si sono concentrati maggiormente chiarendo dubbi e colmando lacune interpretative. I Tar Toscana 1900/12 e Sicilia 2635/12, per primi, hanno stabilito che il diritto all’insegnamento di sostegno è sacro, perché è un’estrinsecazione dei diritti di uguaglianza, all’istruzione ed all’integrazione sociale, costituzionalmente garantiti e perciò lo stanziamento di fondi a tale fine non è soggetto al vincolo di bilancio (C. Cost. 80/10).

È bene ricordare questo principio dato che, per la spending review e per la crisi, in tutta Italia si stanno operando pesanti tagli ai relativi fondi. Il Tar Sicilia, poi, ha stabilito che la violazione di questi diritti comporta la refusione del danno esistenziale a favore della vittima e della sua famiglia, cosa già prevista dal Tar Puglia del 26/06/09. Sul punto, però, si segnali l’opinione discordante della Cassazione che ha affermato la liceità della richiesta di contribuire alle spese per il trasporto a scuola (e/o verso strutture sociosanitarie) avanzata dal Comune ad una famiglia di un ragazzo affetto da paralisi (Cass. civ. sez. III 21166/13): l’ente deve fare quadrare il bilancio e si afferma il principio di solidarietà nell’equa distribuzione delle spese tra famiglia e PA.

Già in passato, però, avevo evidenziato la giurisprudenza contrastante con questo orientamento, ribadendo la gratuità del trasporto verso la scuola e le eventuali modalità di ripartizione delle spese (come compilare l’ISEE, quale reddito doveva essere preso in considerazione etc.). Si ricordino le sentenze del Tar Marche – Ancona 23/13 e Sicilia 384/13 che hanno riconosciuto il diritto alla refusione del danno esistenziale ex art. 2059 cc per il mancato trasporto a scuola (vale anche per quello verso le strutture socio-sanitarie): non poter usufruire del servizio limita la libertà di movimento e di socializzazione del disabile ed aggrava i disagi subiti dalle famiglie. Si noti che l’affidamento di questo servizio non necessita di gara pubblica (CDS – Consiglio di Stato- 2477/13).

Si ricordi, poi, che le ore di sostegno devono essere coperte integralmente e che l’assistenza deve essere continuata ed a tempo pieno ed in rapporto 1/1 (Tar Sicilia 1829/13): la scuola deve concordare col beneficiario un piano d’istruzione personalizzato, tenendo conto delle sue difficoltà e delle sue esigenze ed i costi devono essere coperti integralmente dalla Provincia (v. CDS  3950/13). Si ricordi che l’orientamento costane del Tar Lazio, che ultimamente si è distinto per le pronunce innovative in materia, che esteso i provvedimenti favorevoli alla concessione dell’insegnamento di sostegno  anche per gli anni successivi a quello di emissione. Infatti  la certificazione di grave disabilità dell’alunno deriva da una minorazione non regressiva e quindi stabilizzata o progressiva essa può valere anche per gli anni successivi a quello del ricorso e per tutta la durata del grado di scuola frequentata (Tar Lazio 7783/13). Ciò deroga quanto stabilito dal CDS 2231/10 che limitava gli effetti positivi solo all’anno scolastico in corso o, rectius, in cui le sentenze erano state pronunciate.

Infine un’altra recentissima sentenza dal Tar Lazio ha affermato il diritto del disabile maggiorenne a proseguire gli studi ed ad iscriversi alle superiori: il diritto all’istruzione deve essere interpretato come diritto alla conclusione degli studi non solo col conseguimento del diploma, ma anche della laurea, sì che deve essere garantito sino al conseguimento di questi obiettivi e, perciò, oltre il limite del compimento dei diciotto anni previsto per la scuola dell’obbligo.

Le eventuali controversie sul punto e sull’abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole sono di competenza esclusiva del Tar, come stabilito dalla cassazione dalla Cass. civ. Sez. Un. ord. 17664/13. Si noti come siano in aumento i sit-in di protesta e le iniziative die familiari per far ridurre i costi processuali per la tutela dei diritti dia familiari disabili e loro: in media il ricorso al tar, esclusa la parcella del legale, è di circa €. 650,00 ed è destinato ad aumentare visto che recenti riforme hanno aumentato il costo del contributo unificato e della marche da bollo necessarie per far iscrivere la causa al ruolo del magistrato che la vaglierà.

LAVORO
Su questo argomento sono intervenute sentenze della Corte di Giustizia UE che hanno condannato ripetutamente l’Italia per la violazione della parità di genere e per le chiare discriminazioni perpetrate.

Infatti la Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sentenza 04/07/13, causa C-312/11 ha condannato il nostro paese per non aver trasposto nella sua legislazione l’art. 5 della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che fissa un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro dei portatori di handicap e perché non è stato imposto  “a tutti i datori di lavoro di prevedere, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili”, derogando, così, al suddetto art. 5. Infatti il nostro ordinamento prevede una serie di misure e di agevolazioni per favorire l’assunzione, l’occupazione, la formazione professionale, il godimento di permessi e congedi ed il collocamento a riposo dei disabili, ma non c’è certezza che siano imposte a tutti i datori né che essi siano obbligati ad  “adottare, ove ve ne sia necessità, provvedimenti efficaci e pratici, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, a favore di tutti i disabili, che riguardino i diversi aspetti dell’occupazione e delle condizioni di lavoro, al fine di consentire a tali persone di accedere ad un lavoro, di svolgerlo, di avere una promozione o di ricevere una formazione.

Pertanto, essa non assicura una trasposizione corretta e completa dell’articolo 5 della direttiva 2000/78” e, perciò, è scattata la condanna. Si ricordi che nelle settimane successive sono state emesse altre sentenze in cui sono stati condannati gli Stati membri per le disparità relative al riconoscimento ed all’importo delle pensioni di anzianità basate sul sesso e sull’età dei beneficiari.

La Corte di Giustizia Europea, in data 11/04/13 ha, poi, deciso, riunendole, le cause C-335/11 e C-337/11 promosse da alcuni lavoratori licenziati per superamento del periodo di comporto, dovuto al ricovero od alla prestazione di cure per malattie croniche invalidanti (nella fattispecie si trattava di lombosciatalgia e di dolori cronici alle rachidi dorsali), promosso contro la Danimarca.

In essa si è stabilito che “la nozione di «handicap», prevista dalla direttiva UE n. 78/2000, comprende anche malattie curabili o incurabili che comportino una limitazione di lunga durata alla piena ed effettiva partecipazione della persona interessata alla vita professionale su base di uguaglianza con gli altri lavoratori. Se la persona può eseguire il lavoro in maniera ridotta, il datore di lavoro deve ridurne l’orario, se non ne derivano oneri eccessivi. Il preavviso «corto» del licenziamento per lunghe assenze in malattia, è discriminatorio se applicato anche ai disabili”.

Si ricordi che le sentenze emesse dalle Corti europee vincolano i giudici italiani ad uniformarsi ai principi di diritto ed alle linee guida in esse codificati.

Si noti che l’INPS con la nota 699 del 30/01/13 ha chiarito i dubbi sugli incentivi per l’inserimento lavorativo dei disabili da applicare per l’autoliquidazione del premio 2012/2013.

Infine si ricordi che la presenza di altri familiari che possono prestare assistenza al disabile non è di per sé sufficiente a negare il trasferimento ad una sede di lavoro più vicina (Tar Lazio 4033/13 e 10239/12). La Corte Costituzionale ha esteso questo diritto anche ai nipoti per assistere lo zio: è un diritto che rientra nella tutela della famiglia, perciò non può essere limitato ai soli stretti congiunti ed affini indicati dall’art. 42 L.150/01 dichiarato incostituzionale (C. Cost. 203/13).

AGEVOLAZIONI
Negli ultimi mesi sono state pubblicate direttive e linee guida per la concessione di varie agevolazioni. Il Garante della Privacy, nel Documento n. 231 del 04/07/2013 sul trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute nelle certificazioni sull’invalidità civile, ha stabilito che le commissioni mediche devono omettere le parti con la descrizione dell’anamnesi, dell’esame obiettivo e della diagnosi del paziente, in quanto dati sensibili, perché attinenti alla salute, nel rilasciare copia del verbale di invalidità per gli usi consentiti dalla legge, come la richiesta del contrassegno per l’accesso alla ZTL (il nuovo tagliando blu scade alla data del compleanno) o delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto di veicoli.

Nel mese di marzo l’Agenzia delle entrate ha pubblicato una guida completa ed aggiornata contenente gli approfondimenti in ordine all’acquisto di veicoli, nonché alle altre misure fiscali previste a favore dei soggetti con disabilità che sostengono spese, quali spese sanitarie, assistenziali e di eliminazione delle barriere architettoniche.  Si rinvia alle citate fonti per ulteriori ed eventuali approfondimenti.