A cura della dott.ssa Giulia MiliziaUnknown
L’Italia ha ratificato nel 2009 la Convenzione dell’Onu sui Diritti delle persone con disabilità (CRPD) che prevede varie azioni volte alla loro tutela ad ampio raggio ed alla loro integrazione sociale (http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1138&langId=it; il documento è consultabile solo nelle 3 lingue ufficiali dell’UE, ma usando un qualsiasi programma di traduzione automatica è facilmente consultabile anche nella nostra lingua).

Per migliorare le politiche sociali sulla disabilità, sensibilizzare sui problemi ad essa connessi, aumentare e migliorare le possibilità di finanziamento, avere più dati statistici ed attuare detta Convenzione l’UE ha elaborato la Strategia 2010-2020, di cui è già stato fornito un primo documento/dossier nel 2014 (qui è consultabile in italiano la sintesi di tale Strategia: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV:em0047; cliccando sui links di rinvio evidenziati in blu nel testo è possibile consultare i documenti correlati).

Dagli studi sinora effettuati è emerso che i disabili in UE sono 80 milioni, pari ad 1/6 della popolazione europea, si trovano emarginati, malgrado le politiche e le legislazioni a loro tutela e circa il 70% ha un tasso di povertà superiore alla media dell’UE.

Per ovviare a questi disagi ed attuare la CRPD l’UE ha attuato questa Strategia che individua otto settori per azioni congiunte tra l’Unione europea (UE) e i paesi dell’UE:

Accessibilità: garantisce che le persone con disabilità abbiano accesso a beni, servizi e dispositivi di assistenza;

Partecipazione: garantisce che le persone con disabilità possano esercitare tutti i loro diritti fondamentali derivanti dalla cittadinanza europea;

Uguaglianza: garantisce l’attuazione di politiche che promuovano l’uguaglianza a livello UE e nazionale;

Occupazione: garantisce un aumento del numero di lavoratori disabili nel mercato del lavoro e una migliore accessibilità ai posti di lavoro;

Istruzione e formazione: garantisce che gli allievi disabili possano beneficiare di un sistema di istruzione accessibile e dei programmi di apprendimento permanente. La Commissione europea ha già lanciato diverse iniziative concernenti l’istruzione, quali l’Agenzia europea di sviluppo dell’insegnamento per alunni aventi esigenze specifiche;

Protezione sociale: affronta problematiche sociali diffuse sofferte dalle persone con disabilità, quali la disuguaglianza di reddito, il rischio di povertà e l’esclusione sociale. I fondi strutturali europei e le misure nazionali adottate dai paesi dell’UE possono essere utilizzati per assicurare tale protezione sociale;

Salute: garantisce che le persone con disabilità possano accedere in modo equo e sostenibile ai servizi sanitari e alle relative strutture;

 Azioni esterne: promuove i diritti delle persone con disabilità a livello internazionale.

bandiera-europaCon un comunicato del 17/2/16 l’UE (Commissione del Parlamento per gli affari sociali), la FRA (agenzia europea per la tutela dei diritti fondamentali) ed il Comitato dell’ONU per il CRPD, incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione e di fornire raccomandazioni sulle tematiche sottese alla stessa, hanno deciso di incrementare le sue azioni per la tutela dei disabili (http://fra.europa.eu/en/news/2016/european-parliament-explores-how-best-implement-un-disability-convention: questo report con i dossiers sull’attuazione della CRPD è solo in inglese, francese e tedesco, ma facilmente consultabile in italiano con un qualsiasi programma di traduzione automatica).

Il 22/12/15 l’UE ha lanciato una consultazione pubblica, per la “revisione di metà termine” di questo documento programmatico, per raccogliere le opinioni delle persone, delle autorità, delle associazioni, del mondo accademico, delle imprese etc. per poter meglio indirizzare la politica dell’UE su questi temi (http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=1189&newsId=2421&furtherNews=yes; a lato file riassuntivi sui citati documenti ed altri progetti dell’Ue ed internazionali a difesa della disabilità. È possibile tranquillamente consultarli in italiano selezionando la lingua con l’apposito pulsante in alto a destra).

Questo è il link per poter partecipare tramite la compilazione di un questionario online o per poter consultare le proposte sinora pervenute: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=699&langId=it&consultId=19&visib=0&furtherConsult=yes

Si ricorda che il termine per la consultazione scade venerdì 18 marzo 2016.