Frilli: «vogliamo promuovere un nuovo approccio al welfare, basato sull’integrazione e la qualità della vita delle persone non autosufficienti. Avviati incontri con le Istituzioni»

Dare rappresentanza alle persone disabili non autosufficienti e alle loro famiglie, con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche del “dopo e durante noi” per garantirne la qualità della vita. È l’obiettivo che si è dato il Coordinamento “Dipoi”, l’associazione di secondo livello che riunisce quaranta associazioni e fondazioni della Toscana che si occupano di integrazione, autonomia e assistenza delle persone con disabilità grave. Il nome del coordinamento – Dipoi – non è un acronimo ma si riferisce all’avverbio dipòi, che significa dopo, in seguito, a sottolineare la presa in carico delle persone con disabilità nel momento in cui ne hanno bisogno.

 

Proprio in questi giorni – dopo il rodaggio del 2013 e la costituzione formale del Coordinamento avvenuta lo scorso 30 novembre – il consiglio direttivo presieduto da Patrizia Frilli (presidente dell’associazione fiorentina Cui – I ragazzi del Sole) sta avviando una serie di incontri per sottoporre all’attenzione delle Istituzioni, a partire dalla Regione, i contenuti della piattaforma di Dipoi.

«Il coordinamento – spiega la presidente Frilli – nasce dall’esigenza di promuovere una diversa idea di qualità della vita delle persone disabili gravi che non sono in grado di gestirsi da sole. Fino ad oggi il sistema di welfare si è concentrato sulle risposte in chiave di assistenza di tipo sanitario, trascurando il versante dell’integrazione sociale e della qualità della vita delle persone non autosufficienti con disabilità grave. Le associazioni e le fondazioni costituite dai familiari hanno maturato il convincimento che bisogna cambiare prospettiva e per questo hanno dato vita al Coordinamento Dipoi. L’obiettivo è quello di chiedere a Regione, Asl e Enti locali di affiancarle nel promuovere l’organizzazione di servizi alla persona per l’integrazione sociale nella fase del “durante noi” e di strutture residenziali e semiresidenziali per il “dopo di noi”, promuovendo le buone pratiche riscontrabili in Toscana e in Italia. Questo comporta affrontare diversi temi: dal reperimento delle risorse alla modifica delle procedure di accreditamento e autorizzazione nell’ottica della semplificazione, perché oggi sono troppi i vincoli burocratici che impediscono a molte esperienze positive di decollare, che oltretutto contribuirebbero a ridurre la spesa per la tradizionale assistenza sanitaria».

Oltre a Patrizia Frilli, del consiglio direttivo fanno parte in rappresentanza dei diversi territori della Toscana, la vicepresidente Marisa Biancardi di Tuttinsieme (Pistoia), il segretario Alessandro Pagliai di Progetto Futuro (Prato), il tesoriere Giovanni Basso de La Provvidenza (Livorno), e i consiglieri Massimiliano Frascino della Fondazione Il Sole (Grosseto), Maria Stella Pieroni del Coordinamento toscano delle associazioni della salute mentale (Lu), Anna Danzi Fugazza di A.PO.DI. Don Gnocchi (Massa), Rosa Fontani di ANFFAS Pisa e Donatella Bizzarri della Pubblica Assistenza di Siena.