La Regione Toscana vuole adottare un “Testo unico sui diritti e le politiche per le persone con disabilità”. A redigere gli articoli della nuova normativa quadro è statofirenze_-_massimo_toschi_autore_del_libro_un_abile_per_la_pace_._-_2013_-_imagefull Massimo Toschi, consigliere per le politiche sulla disabilità del presidente della Regione Toscana.

La bozza di legge sarà discussa dal prossimo Consiglio regionale, che verrà eletto il 31 maggio 20105. Vi anticipiamo il testo integrale (che è possibile scaricare qui sotto), con l’introduzione.

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Relazione introduttiva
Il perché di un riassetto in questo ambito

Il tema del riassetto delle disposizioni normative secondo schemi organici, assieme al più ampio argomento della semplificazione normativa, che include anche aspetti come la “buona scrittura” delle leggi, rappresenta una delle principali sfide che lo Stato e le Regioni sono chiamati ad affrontare affinché il proprio ordinamento sia all’altezza dei compiti loro assegnati dalla Costituzione e dalle Carte che, a livello sovranazionale, ci si è impegnati a rispettare.

La presente bozza di Testo unico nasce dalla collaborazione fra la Regione Toscana e le Associazioni rappresentative delle persone con disabilità, dopo un’intensa fase partecipativa che ha visto otto successive stesure ed è stata coordinata da esperti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Tutto ciò, nella consapevolezza del rapporto fra l’effettività della tutela dei diritti costituzionalmente sanciti e la miglior qualità del sistema normativo, unito ad una volontà riformatrice per un’operazione non di solo riassetto ma anche al superamento di storture del sistema vigente.

Più in generale, un Testo unico regionale sulla disabilità vuole impostare ed accompagnare concretamente quel cambio di cultura della disabilità che, nel solco tracciato dalla Costituzione, porti finalmente ad una concezione davvero orientata ai diritti della persona, e della persona con disabilità. È questo cambio culturale che s’intende agevolare con uno strumento giuridico di riassetto, che possa poi risultare la base sulla quale innestare riforme ulteriori.

È nella Costituzione, si ribadisce, che è possibile trovare l’ispirazione di un intervento che s’incentra sui diritti della persona, la cui centralità è costante nel testo. Proprio tale centralità, del resto, rischia invece di venire meno con una normativa “episodica”, fatta magari di “sperimentazioni” che poi interrompono a metà un cammino faticosamente TESTO UNICO  Disabilita Reg.  Toscana-bozza febbr 2015iniziato.

Persona, quindi, ma anche salute, scuola, lavoro (che nell’ottica costituzionale è molto più che svolgere una mera attività): queste alcune tra le “parole chiave” che ispirano il testo.

Non esiste nella realtà la disabilità come concetto astratto: la presente bozza vuol sottolineare come, appunto, esistano persone con differenti disabilità, ciascuna diversa dall’altra. E più ancora e soprattutto, ciascuna persona con disabilità ha diritto a veder rispettata la propria peculiare storia e le proprie aspirazioni, inclinazioni e progetti. Nella bozza si parla di vita indipendente, un concetto d’importanza primaria, finora oggetto di sperimentazione che s’intende invece contribuire a rendere stabile, fornendo qui anche la base per interventi futuri.

Qualche parola sul tema del riordino normativo in generale: fin dagli anni ’70, a livello statale è stata costante la percezione del ruolo del riassetto di settore nel complessivo quadro del sistema delle fonti, accelerando la perdita di centralità dei Codici “storici” (civile e penale in primo luogo) a favore di una legislazione speciale di dettaglio. Lo studio del fenomeno si è poi quasi sempre incrociato con le già citate istanze di semplificazione e qualità della normativa in senso ampio, seguendone da presso le varie fasi che si sono succedute, fino appunto alla consapevolezza dell’importanza del riordino mediante raccolte normative organiche, sia a livello statale che regionale, essendo ormai le problematiche comuni a questi due livelli, soprattutto nel caso di settori, come quello della tutela dei diritti delle persone con disabilità, nei quali le competenze regionali sono particolarmente ampie.

Per quanto riguarda la Regione Toscana, in materia di disabilità si contano oggi più di 270 atti diversi, collocati in vario modo nel sistema delle fonti: dalla legge a – ed è la gran parte – singoli decreti o delibere di Giunta. All’interno di un contesto così frammentato e contraddistinto da provvedimenti puntuali, miranti a risolvere una determinata situazione in un determinato momento, è ben difficile impostare politiche di lungo corso che non siano improntate alla “sperimentazione”, un concetto in sé importante per il progresso degli strumenti di tutela ma che necessita di un quadro chiaro per non risultare controproducente.

Da un punto di vista di politica del diritto, risistemando enunciati normativi all’interno di un sistema organico si va a guidare in maniera assai più stringente l’opera dell’interprete; l’ordinamento “ricomposto” si fa meno puntiforme e frammentario, quindi potenzialmente più efficace nella tutela dei diritti, aumentando la capacità d’incidenza sulla realtà.

È evidente inoltre il ruolo cruciale del riassetto a presidio del principio di legalità, gravemente minato in ogni sua declinazione proprio da quella dispersione e quindi “oscurità” dell’ordinamento che la stessa Corte Costituzionale ha denunciato fin dalla fine degli anni Ottanta.

Tramite questo Testo unico, s’intendono inserire in un insieme organico le disposizioni contenenti norme a tutela dei diritti della persona con disabilità, che vanno ad inserirsi armonicamente accanto alle norme organizzative, opportunamente riordinate. Essendo approntato tramite procedure di partecipazione e confronto con le associazioni portatrici d’interesse delle persone disabili, aspetto sul quale si ritornerà a più riprese nella presente relazione, il Testo unico intende appunto porsi come uno strumento al contempo di riordino ma anche migliorativo della normativa regionale vigente.

Del resto, nell’ambito appena descritto di un riassetto settoriale, si è inteso però non dare tale concetto per scontato: in un’ottica orientata soprattutto ai diritti ed alla loro effettività, si è inteso “tagliare” trasversalmente l’agire pubblico, incentrando il testo sulla persona del destinatario, adottando una prospettiva volta a cogliere il complesso (e la complessità) degli interventi ma, soprattutto, della volontà e delle aspirazioni della persona con disabilità.

Si è poi scelto di non inserire nel Testo Unico le disposizioni di cui alla l.r. n. 66 del 2008 sulla non autosufficienza, sia per i problemi di coordinamento che ciò avrebbe potuto comportare che per l’esigenza, sottolineata anche dalle Associazioni, d’impostare una riflessione sul superamento del concetto stesso.