Continua a far discutere molto il nuovo modello di Isee in gestazione. Perplessità, aperture e minacce di ricorsi costituzionali. Ne diamo conto riportando tre aginzie stampa della DireS (Redattore Sociale). Per approfondimenti ulteriori: www.handylex.org

Torna in Consiglio dei ministri il regolamento, dopo l’approvazione delle commissioni Finanze e Affari sociali della Camere. A gennaio potrebbe entrare in vigore. Alcune osservazioni riguardano le prestazioni previdenziali e sanitarie e le disabilità

(RED.SOC.) ROMA – Approvato, seppur con riserva: il regolamento che rinnoverà l’Isee supera il vaglio delle Commissioni Finanze e Affari sociali, dopo essere stato già approvato dalle commissioni Finanze e Lavoro del Senato. Lo schema di decreto torna quindi ora in Consiglio dei ministri e dai già all’inizio del prossimo anno potrebbe essere operativo.

Non mancano, però, alcune osservazioni critiche, da parte delle Commissioni di entrambi i rami del Parlamento: osservazioni che, in parte, recepiscono le perplessità espresse e manifestate in piazza Montecitorio giusto una settimana fa da alcune associazioni di persone con disabilità. In particolare, le Commissioni della Camera chiedono che “il Governo confermi l’esclusione dal campo di applicazione del nuovo Isee delle prestazioni assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, poiché – spiegano – un ampliamento del medesimo campo di applicazione che vada oltre le prestazioni sociali, così come definite dall’articolo 1 dello schema di decreto, potrà essere disposto solo in seguito ad una esplicita previsione legislativa”.

La seconda osservazione contiene la proposta di una nuova definizione di prestazioni sociali agevolate, da intendersi come “prestazioni sociali non destinate alla generalità dei soggetti e le prestazioni sociali collegate nella misura dell’agevolazione o nella determinazione della compartecipazione a determinate situazioni economiche”. Per quanto riguarda poi la disabilità, le Commissioni chiedono che “valuti il Governo l’opportunità – in relazione al trattamento delle persone con disabilità e non autosufficienti nel nuovo Isee – di prevedere un trattamento più favorevole con riferimento a situazioni in cui, in presenza di un reddito della persona disabile molto basso o nullo e, contestualmente, di beni patrimoniali, la detrazione prevista nel nuovo Isee potrebbe non operare pienamente”. Soprattutto, in riferimento a una delle principali ragioni di preoccupazione delle associazioni di disabili, cioè “rispetto ai problemi sollevati dalle associazioni dei disabili e all’inserimento delle indennità all’interno dell’Indicatore della situazione reddituale (ISR), valuti il Governo l’opportunità di intervenire in maniera equitativa aumentando le franchigie e prevedendo uno specifico intervento per le famiglie con figli minori disabili e per i casi di polidisabilità”.

Altre osservazioni riguardano infine i proprietari di casa e la scala di equivalenza, soprattutto in riferimento alle famiglie più numerose”. Infine, il parere espresso dalle Commissioni della Camera contiene il riferimento al sistema di monitoraggio e al metodo di partecipazione e confronto con le parti sociali per la verifica dello strumenti: richiesta anche questa avanzata e ribadita con forza dalle associazioni: “considerata la complessità della nuova disciplina e la necessità di valutarne l’effettivo impatto – si legge nel testo del parere – proseguendo nella positiva pratica della consultazione già intrapresa in sede di predisposizione dello schema di decreto in esame, il Governo provveda alla costituzione di una sede stabile di confronto con le istituzioni, le parti sociali e le associazioni nazionali portatrici d’interessi, con il compito di monitorare l’applicazione del nuovo strumento e le eventuali proposte di correttivi”.
(cl) (www.redattoresociale.it) 17:37 07-08-13 NNNN

WELFARE. NUOVO ISEE, FORUM TERZO SETTORE PLAUDE ISTITUZIONE TAVOLO
L’istituzione di un luogo di consultazione stabile tra istituzioni e parti sociali era una delle richieste avanzate dal Forum. Barbieri: Sarà un luogo per monitorare l’applicazione dell’Isee, ma anche per guidare il percorso sull’integrazione dei servizi”

(RED.SOC.) ROMA – Soddisfatto, sopratutto per l’istituzione di un Tavolo di consultazione stabili tra istituzioni e parti sociali: così si dice Pietro Barbieri, portavoce del Forum del Terzo Settore, all’indomani dell’approvazione, da parte delle Commissioni Finanze e Affari sociali della Camera, dello schema di riforma dell’Isee.

“Nelle osservazioni al Parere è stata accolta la nostra richiesta di istituire un Tavolo di consultazione stabile con le Istituzioni, i Comuni, le Regioni, le parti sociali e le associazioni nazionali portatrici di interessi – afferma Barbieri – Nelle scorse settimane avevamo seguito con molta attenzione l’iter per la revisione del nuovo indicatore, incontrando e confrontandoci con il ministro e viceministro del Welfare, con i gruppi parlamentari e con le Commissioni congiunte Finanze e Lavoro alle quali abbiamo espresso tutte le nostre preoccupazioni che sono state in parte accolte, a partire da una maggiore attenzione alle famiglie numerose e alle persone con disabilità”. L’istituzione si un luogo stabile e aperto di confronto, spiega ancora Barbieri, rappresenta per noi una grande e duplice vittoria. Lo chiedevamo da tempo al ministero di competenza – ricorda – perché riteniamo tanto urgente quanto fondamentale che un organismo di monitoraggio sia partecipato dalle forze sociali e dalle amministrazioni locali. Eppure fino ad ora non aveva trovato risposta. La sede, che appare prossima all’esperienza dell’Osservatorio nazionale sulla 328, rappresenta non solo il luogo attraverso il quale monitorare l’applicazione dell’Isee e correggere in corso d’opera eventuali difetti del nuovo strumento, ma sarà anche uno spazio per vigilare e guidare, da una prospettiva privilegiata, il percorso sull’integrazione, l’erogazione dei servizi e le Politiche Sociali nel loro complesso, a partire dalla definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale.”
(www.redattoresociale.it) 17:30 07-08-13 NNNN

DISABILITA’. NUOVO ISEE, ‘RICORSO COLLETTIVO ALLA CORTE COSTITUZIONALE’

E’ l’ipotesi che viaggia sui social network, avanzata da alcuni familiari di persone con disabilità. Chiara Bonanno: “il nuovo Isee è anticostituzionale, tante famiglie rischiano la miseria. Mio figlio pluriminorato risulterà ricco”

(RED.SOC.) ROMA – Un ricorso collettivo alla Corte Costituzionale: è questa una delle proposte che, oggi, circola su Facebook, tra alcuni gruppi di familiari di persone disabili, che ieri hanno appreso con preoccupazione la notizia del parere positivo espresso sulla riforma dell’Isee dalla Commissioni Finanze e Affari sociali della Camera. A proporre quest’azione legale è Chiara Bonanno, mamma di un ragazzo gravemente disabile e osservatrice attente e critica di tutto ciò che si muove e si progetta intorno alla disabilità. “Questo Isee è anticostituzionale e lo dico con una certa sicurezza – ci dice accorata – Se verrà approvato così com’è, cercheremo avvocato e ci uniremo per far valere le nostre ragioni”.

Ragioni che si fondano sulla Costituzione, prima di tutto, che “sancisce, agli articoli 3 e 38, l’impegno che la Repubblica si assume nel garantire assistenza pari opportunità a tutti i cittadini. L’indennità di accompagno rappresenta la garanzia minima di assistenza perché questi diritti siano assicurati alle persone con gravi disabilità. Persone che – spiega Chiara Bonanno – non dovrebbero neanche farlo, l’Isee, visto che per loro i servizi sono indispensabili e vitali e senza di questi rischiano di morire. Non è costituzionale, quindi, che l’indennità di accompagno sia considerata reddito: non possiamo far passare una cosa del genere!”.

Per comprendere cosa comporterebbe praticamente questa riforma dell’Isee e quali ricadute potrebbe avere sulla vita delle famiglie, “basta pensare alla mia situazione: mio figlio è allettato, attaccato al respiratore. Io vivo sola con lui, lo assisto giorno e notte e per questo ho dovuto lasciare il lavoro. Il prossimo anno perderemo anche il servizio di scuola a domicilio, perché lui compirà 18 anni, quindi il carico assistenziale aumenterà. Viviamo delle sue pensioni: quelle stesse che, col nuovo Isee, ci faranno risultare ricchi, perché lui tra l’altro ha la ‘fortuna’ di essere pluriminorato e di ricevere quindi un doppio accompagno. Col nuovo Isee, quando andrò a chiedere il supporto assistenziale mi chiederanno di compartecipare: allora saremo alla miseria. E lo stesso vale per tante altre famiglie come noi”.

Chiara Bonanno non nasconde la propria delusione nei confronti delle associazioni e della Fish in particolare: “non ci rappresentano più – dice – non tutelano i nostri diritti, ma sono divenute semplici erogatrici di servizi. Questa riforma dell’Isee, tra l’altro, priva le famiglie della possibilità di scelta e, di conseguenza, fa scadere ulteriormente la qualità dei servizi. Se dovesse passare, io prevedo una vera strage: migliaia di persone si troveranno in una condizione di ricchezza, quindi costretti a compartecipare alla spesa dei servizi, ma senza avere migliorato affatto la propria condizione sociale. Per tutelare i nostri diritti, non possiamo più contare sulle associazioni: l’unica strada è il tribunale, il ricorso alla giustizia. E siccome siamo tutte famiglie povere o quasi, dobbiamo unirci, con l’unica finalità di assumere il migliore avvocato e portare avanti la nostra azione legale. E’ quello che faremo se questa riforma dell’Isee sarà approvata”.