Attività educative, ludiche e di socializzazione, ma anche di natura riabilitativa. Sono quelle svolte dalle persone che vivono all’interno della casa famiglia Il Sole (Rsd: residenza sanitaria per disabili), struttura dedicata a cosiddetto “dopo di noi”, cioè a garantire assistenza alle persone disabili non autosufficienti una volta che per vari motivi non possono più vivere all’interno del proprio nucleo familiare.

Realizzata dalla Fondazione Il Sole tra il 2008 e il 2009, è gestita dal maggio 2010 dalla cooperativa sociale Uscita di Sicurezza, che è convenzionata con la Asl 9. In tutto quattordici le persone che vivono nella centro residenziale di via Uranio.

 

«Aldilà dell’assistenza tradizionale per una struttura di questo tipo – spiega Francesca Fanteria, vice direttore della Rsd – Uscita di Sicurezza organizza diverse attività di natura riabilitativa, educativa e di sviluppo delle capacità cognitive, con l’obiettivo di offrire alle persone che vivono nella struttura sia occasioni di socializzazione che una buona qualità della vita. Gli ospiti, ad esempio, durante la settimana svolgono attività all’esterno, che vanno dalle escursioni e i soggiorni estivi, alla partecipazione ai laboratori di computer e espressione artistica in collaborazione con la scuola media inferiore Vico, fino alla partecipazione ad attività in comune con la Fondazione Il Sole (riabilitazione equestre e scuola di circo), le uscite con gli operatori per fare la spesa o la collaborazione con la parrocchia di Santa Lucia per realizzare oggettistica destinata al mercatino missionario. In pratica cerchiamo di impegnare il molto tempo a disposizione in modo attivo e stimolante».

Fra le tante attività, quelle svolte all’interno della struttura ci sono quelle attinenti la vita quotidiana, come la cura dell’orto e del giardino, la cucina, la lavanderia e la partecipazione alle pulizie generali. C’è poi il laboratorio per la manicure e la cura alla persona.

Sul fronte occupazionale, invece, gli ospiti sono impegnati nella lavorazione del vimini, in laboratori  manuali e artistici con materiali come argilla, fimo, legno e colori per produrre oggettistica, come le bomboniere, che poi viene venduta presso la Bottega equa e solidale di Grosseto.

Infine, ci sono le attività fisiche, da quella motoria sportiva (percorsi vita) ai giri in bicicletta, a quella più specificamente riabilitativa, in piscina, con la fisioterapista (4 volte a settimana).