Il grido d’allarme della Fondazione Il Sole: la grande casa famiglia che accoglie e aiuta i portatori di handicap ha sempre meno soldi e deve aumentare le tariffe.

di Elisabetta Giorgi
GROSSETO Crolla il 5 per mille, crollano le offerte e il terzo settore è in crisi. È uno degli aspetti della recessione che a Grosseto colpisce violentemente anche le associazioni di volontariato. Talmente sono in crisi le donazioni, le famiglie non arrivano a fine mese, talmente pochi soldi circolano in busta paga che la gente è costretta a risparmiare su tutto, e anche un ente simbolo come la Fondazione Il Sole – dando un’occhiata in cassa – per far quadrare i bilanci ha dovuto aumentare, proprio in queste settimane, le quote versate dagli utenti (in realtà sempre più parsimoniosi).

Un circolo vizioso, figlio della crisi, di cui la Fondazione è solo uno dei tanti enti a fare le spese. Struttura gioiello, la Fondazione Il Sole nasce nel 2005 e diventa operativa nel 2010 con l’apertura della Casa Famiglia. Ciò grazie a moltissimi grossetani, che per anni hanno versato soldi all’organizzazione promotrice. Un traguardo importante per la città e per la provincia di Grosseto, prezioso culmine di un percorso iniziato anni prima e che – con un investimento di 2 milioni di euro raccolti faticosamente con finanziamenti pubblici e una straordinaria gara di solidarietà collettiva – ha edificato pietra su pietra la Casa famiglia. Alla casa, pronta a ospitare 14 persone portatrici di handicap con 12 posti letto residenziali e 2 di sollievo, si sono affiancate attività culturali e sociali collaterali nel centro sociale: mostre, iniziative, convegni e conferenze. Moltissime attività di socializzazione, corsi di ippoterapia e riabilitazione.

I problemi. La Fondazione sta vivendo oggi «un momento molto difficile per la raccolta dei fondi – dice Frascino – Tant’è che andremo a chiudere il nostro bilancio consuntivo 2012 con una perdita di esercizio di 72mila euro, che sono rispetto al 2011 30mila euro in più». Questo succede perché in sofferenza sono i vari canali di cui la Fondazione Il Sole ha usufruito per stare in vita: le donazioni liberali dai privati cittadini (in occasione della morte di una persona, di compleanni, di feste in cui si raccolgono soldi); i soldi delle compartecipazioni a fronte di servizi offerti alle famiglie. E soprattutto gli introiti dal 5×1000 – dice Frascino – Quelli sì hanno subito un calo drastico per colpa della crisi, dovuti al fatto che i valori del reddito sono calati.

«L’anno scorso – spiega Frascino – il Governo, a fronte della dichiarazione dei redditi del 2010 dei cittadini che indicavano per il 5×1000 462 milioni di euro, mise sul piatto del terzo settore 400 milioni di euro, cioè non finanziò 62 milioni di euro, pari al 17% in meno». Quest’anno la dichiarazione dei redditi del 2012 ha registrato – per il 5×1000 – quasi un milione in più di donatori, ma gli introiti sono minori perché l’importo medio è crollato. Sono più bassate le buste paga. «Nulla da fare, la gente ha meno soldi».

Come affrontare il calo? «Ne stiamo inventando di tutte», dice Frascino, che per esempio ha stretto un accordo con Cia, in virtù del quale ogni martedì dalle 7 alle 13,30 gli agricoltori del mercato contadino allestiscono i banchi nel parcheggio della Fondazione, con ingresso da viale Uranio. Un’iniziativa utile a entrambi. Se il mercato (prima decentrato nel grande piazzale di Barbanella) si avvicina al cuore della città e ottiene più visibilità, la Fondazione può incassare qualche soldo per l’uso del parcheggio da parte della Cia.

Altra fonte di introiti è attesa a braccia aperte dal prossimo raduno delle “Lorelle”. Sempre per raccogliere fondi per la Fondazione domenica 16 giugno ospiterà il primo meeting internazionale delle iscritte al gruppo Facebook “Lorelliamoci”. L’unica condizione è chiamarsi Lorella e condividere un pezzetto di vita: in via Uranio sono ben accetti contributi.

Ma c’è anche una strada ben più dolorosa per racimolare soldi. Si alzano i prezzi. La Fondazione Il sole organizza da anni vari corsi (attività occupazionali, tempo libero, ippoterapia, riabilitazione acquea, pattinaggio e ambientalismo attivo). Ma «se prima la compartecipazione per uno di questi servizi costava 150 euro a testa – dice Frascino – ora il costo sale a 250». I motivi sono chiari: in primis il già noto problema del crollo degli importi donati, ma non solo. «Dal 1° maggio 2013 (altro aspetto della crisi, ndr) non abbiamo più a disposizione 8 ragazzi del servizio civile nazionale, per i quali non è stato rinnovato il progetto finanziato l’anno scorso. Ci siamo trovati in difficoltà e senza alternative, per cui alle famiglie abbiamo dovuto dire. O vi aumentiamo le rette, o si toglie il servizio».

Appello a Letta «Lei che fu il nostro primo donatore…»
Nella crisi dei fondi Frascino lancia un appello a Enrico Letta, il nuovo presidente del consiglio; colui tra l’altro che per primo «fece una donazione di un certo rilievo nel 2003, offrendo 2500 euro. All’epoca – racconta Massimiliano – eravamo proprio agli albori, eravamo il comitato promotore e lui ci aiutò con una somma importante».

Proprio a questo donatore eccellente, «che tra l’altro ha citato il popolo del 5 x1000 non appena uscito dal Quirinale», Frascino si rivolge oggi per chiedere aiuto sui contributi da destinare al terzo settore: «l’importante sarebbe renderli stabili, e decidere che i soldi destinati dai contribuenti si stanzino davvero» (l’anno scorso lo Stato versò 80 milioni di euro in meno). Altro problema che si dovrebbe avere il coraggio di affrontare, secondo lui, quella di una scrematura. «Troppo vasta la platea dei potenziali beneficiari; enorme è la dispersione di risorse». Info www.fondazioneilsole.it.