di Giacomo D’Onofrio
GROSSETO – «C’è una grande scontentezza nel mondo del terzo settore, ma soprattutto c’è tanta preoccupazione. Monti si era presentato con tutt’altre premesse, oggi rischiamo di essere cornuti e mazziati…….». Massimiliano Frascino, intrepido presidente della Fondazione Il Sole onlus, dà voce alla delusione del mondo del terzo settore per una serie di questioni aperte su cui chi opera nell’ambito delle politiche sociosanitarie rischia di rimanere appiccato.

Frascino, iniziamo dal 5 per mille. Perché parlate di beffa?
«Perché è diventato il 4 per mille! Ogni anno i vari Governi definiscono a priori una copertura complessiva dei contributi frutto del 5 per mille. Nel 2012 siamo in attesa di ricevere le risorse del 2010, anno in cui fu deciso di stanziare 400 milioni di euro, nonostante che gli italiani con le loro denunce dei redditi destinarono 480 milioni. A conti fatti – lo dicono i calcoli del Forum del terzo settore – ogni associazione riceverà il 17% in meno: noi, ad esempio, invece di 65-66mila euro avremo un contributo di 54mila euro. Peraltro senza sapere neppure quando riscuoteremo. Si tratta di un meccanismo mortificante e anche poco corretto, da parte dello Stato, verso i cittadini che hanno fatto una scelta».

Il problema, forse, è che col 5 per mille si finanziano anche realtà che col sociale c’entrano poco o nulla…
«Concordo con lei nel dire che un Governo serio, dal momento che il 5 per mille è nato per finanziare la ricerca e le attività di volontariato sociale, dovrebbe decidere una volta per tutte chi può beneficiarne davvero. Oggi, ad esempio, col 5 per mille si finanzia anche il circolo del golf…».

Perché il Governo dei professori vi ha deluso?
«Perché Monti si era presentato come uno dei massimi esperti mondiali di economia sociale di mercato e da lui ci saremmo aspettati la stabilizzazione del 5 per mille. Invece ci becchiamo i tagli dei finanziamenti ai servizi, cioè ai diritti. Il Governo, ma anche la Regione, dovrebbero fare scelte di fondo, invece siamo sul chi vive e dobbiamo stare con gli occhi sempre aperti. Il fondo sociale nazionale è stato ridotto di 10 milioni e si scarica tutto sulle Regioni, i Comuni e le Asl, terminali nel dialogo col terzo settore, che continua a sopperire le carenze del pubblico. In più c’è l’incognita del fondo regionale per la non autosufficienza per l’anno 2013, dal momento che la Toscana dovrà fare a meno di 600 milioni per il fondo sanitario, che per la Asl 9 fanno 40 milioni di euro».

C’è un problema di risorse, ma ce n’è anche uno di procedure?
«Altro che! Basti citare come esempio i sistemi di accreditamento di una struttura. Nel nostro centro sociale al Sole facciamo il diurno per conto della Asl, ma col sistema di accreditamento della Regione i costi schizzerebbero alle stelle».

Cosa servirebbe?
«Due cose: maggiore elasticità nelle procedure e controlli più serrati: solo così si favorisce una reale integrazione pubblico-privato».

I rischi maggiori dal combinato disposto tagli-farraginosità delle procedure quali sono?
«Il mercato nero delle prestazioni assistenziali. Per questo occorre che anche le famiglie che hanno in casa una persona disabile o che comunque hanno necessità di servizi socioassistenziali non ragionino solo nell’ottica dei suoi bisogni e delle sue convenienze, ma in termini di solidarietà fra tutti».

In Toscana si sta ragionando sulla chiusura delle Società della salute: favorevole o contrario?
«Contrarissimo. In via di principio comprendo le esigenze di razionalizzazione, però stiamo attenti: in provincia di Grosseto da quando esistono le Sds ci sono stati evidenti miglioramenti nella logica di una politica integrata dei servizi sociosanitari. Adesso c’è un interlocutore unico e ci sono rapporti continuativi. Faccio un esempio della Fondazione Il Sole: ad oggi il dipartimento di salute mentale ci ha mandato otto persone, i servizi sociali cinque. Grazie alla logica dell’integrazione abbiamo svolto un servizio pubblico».

A proposito di Fondazione, a due anni dall’apertura della casa-famiglia qual è il bilancio che tira?
«Stiamo attraversando una crisi di crescita, nel senso che – finite la costruzione della casa-famiglia e del centro sociale e terminata anche la fase di avvio, grazie alla convenzione con la Asl 9 di cui dobbiamo dire grazie al direttore generale Fausto Mariotti, che ha velocizzato l’iter – non abbiamo conosciuto un momento di sosta. Sempre più persone si rivolgono alla nostra fondazione: vengono da Piombino, dalla Liguria e recentemente una famiglia di Roma ha deciso di trasferirsi a Grosseto perché anche grazie ai nostri servizi la qualità di vita della loro figlia disabile è notevolmente migliorata. Nel 2011 abbiamo avviato il diurno con sette persone, che a settembre di quest’anno saranno quindici. Per questo è importante che in una fase di passaggio e di crescita la fondazione sia capace di passare dal volontariato – a volte anche un po’ arruffone – a una struttura sempre più professionale».

Quante persone impegna attualmente la Fondazione Il Sole?
«Ci avvaliamo di dieci ragazzi del servizio civile nazionale, di sette operatori retribuiti e assunti con diversi tipi di contratto, tre tirocinanti e alcuni volontari».

 

Grosseto Fondazione e Aggbph a braccetto. L’impegno di tanti dietro i successi

La Fondazione Il Sole è il risultato dell’importante lavoro svolto, nel corso degli ultimi anni, dal comitato promotore costituito da Alfredo Andreucci, Andrea Bocci, Marino Brandolini, Franca Casagni, Rosanna Guerri, Massimiliano Frascino, Anna Guidoni, Francesco Marzocchi, Alessandro Monaci, Maria Grazia Norcini Maria Grazia, Paola Olivero, Lorella Ronconi, Elvia Rustighi Elvia, Marco Scandroglio, Bernardina Tarlati Bernardina, AndreaVannuccini.

Soci sostenitori sono la cooperativa Uscita di Sicurezza e la Banca della Maremma. Socio fondatore della Fondazione è stata, oltre al comitato promotore, anche, anche l’Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap.

Fondazione e associazione lavorano come un corpo unico. La prima è retta da un consiglio di amministrazione formato attualmente da Massimiliano Frascino, in qualità di presidente; Alessandro Monaci, vicepresidente; Lorella Ronconi, Rosanna Guerri, Marco Scandroglio, Flavia Cianferoni, Andrea Vannuccini e Fabio Becherini. L’Associazione genitori bambini portatori di handicap è “governata” invece da Flavia Cianferoni (presidente), Rosanna Scheggi, Marco Scandroglio, Marino Brandolini, Luciana Di Mella, Alessandro Galli, Liana Vignali e Andrea Vannuccini.

 

Grosseto Le attività coinvolgono 68 persone. Tra le idee uno sportello per le famiglie

Sono 68 attualmente le persone disabili che partecipano a una o più delle diverse attività promosse dalla Fondazione Il Sole con l’Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap. Si va da “Tempo libero no tempo vuoto” insieme ai ragazzi del servizio civile, all’attività occupazionale, che impegna i ragazzi in attività di artigianato, ma anche di cucina, di pulizia degli spazi della casa e del centro sociale, fino alle file alla Posta a pagare bollettini.

Ci sono poi le attività estive, grazie alla collaborazione con il bagno Moreno beach e del Dopolavoro ferrovieri a Marina di Grosseto e il camping Etruria a Castiglione della Pescaia, dove i ragazzi sono abituali ospiti e hanno stretto ormai rapporti di affetto e amicizia non solo col personale che lì lavora, ma anche coi turisti abituali. Gli ospiti del diurno e della casa famiglia sono poi coinvolti nel progetto di ambientalismo attivo, un laboratorio di educazione ludico-motoria che sta dando importanti risultati, nella riabilitazione in acqua e nell’ippoterapia. D’inverno, poi, c’è la frequentazione del teatro per assistere ad alcuni degli spettacoli del cartellone del Moderno e ci sono uscite serali in pizzerie e bar, per imparare la semplice socializzazione con le persone.

Un altro servizio importante è “Vengo anch’io”, che risponde all’esigenza e al diritto delle famiglie di godere di alcune occasioni di svago e di pausa dalle fatiche quotidiane, ma talvolta anche ad esigenze di salute (un ricovero ospedaliero, un esame clinico). “Non è un babysitteraggio – spiegano dalla Fondazione – ma le persone che anche per un brevissimo periodo trascorrono del tempo da noi, vengono coinvolte in una o più delle nostre attività”. Prossimo obiettivo: il varo di uno sportello famiglie in cui sia presente uno psicoterapeuta.

 

Grosseto In via Uranio anche un nuovo campo di calcio. “A Barbanella ci sentiamo a casa nostra”

Settembre per la casa famiglia Il Sole sarà un mese di importanti novità. Non solo l’inaugurazione del negozio di pasta fresca, ma anche del nuovo campetto di calcio adiacente la struttura di via Uranio. In quell’area un campo c’era già nel recente passato. La Fondazione, una volta avviati i lavori di costruzione della casa famiglia e del centro sociale, aveva preso l’impegno di ripristinarlo. E i lavori sono in dirittura d’arrivo. Quasi sicuramente l’impianto sportivo sarà affidato alla gestione dell’Atletico Maremma, la squadra di calcio messa in piedi anni fa da alcuni dipendenti del Dipartimento della salute mentale.

“Il campetto – dice Frascino – sarà comunque a disposizione del quartiere di Barbanella-Verde Maremma, nel cui contesto la casa famiglia si è inserita ottimamente. E’ una zona della città viva, dove ancora si respira il senso dell’appartenenza e della voglia di socializzare. Abbiamo ottimi rapporti con la parrocchia di santa Lucia, col comitato festeggiamenti, col centro sociale anziani, ma anche con i negozi del quartiere. Ogni giorno i nostri ragazzi vanno a fare colazione nei bar della zona, anche per imparare a stare in un posto pubblico frequentato da molte persone, a confrontarsi, ad utilizzare i soldi. Abbiamo trovato sempre accoglienza e disponibilità”.

 

Grosseto Ecco la pasta fresca prodotta dai disabili

La logica che sta alla base di ogni iniziativa della Fondazione Il Sole ha quella di rendere protagonisti i ragazzi (e gli adulti) disabili. “Siamo sempre più convinti – dice Massimiliano Frascino, che nella vita fa il giornalista – che il benessere delle persone con disabilità sia strettamente connesso a quello delle famiglie di provenienza, per cui bisogna tenere sempre conto dei tempi e dei ritmi di ciascuna famiglia. Proprio per questo – prosegue – abbiamo sempre separato le attività che ragazzi svolgono alla casa-famiglia e al centro diurno dai genitori. Non vogliamo un parcheggio vuoto, ma ricco di cose ed esperienze educative. La logica di fondo che ci guida – conclude Frascino – è una sola: tutto quel che è possibile si fa”.

Con questa logica, la Fondazione Il Sole sta per vincere un’altra scommessa ardita. Il 22 settembre sarà infatti inaugurato “Pasta di sole”, il primo pastificio artigianale interamente gestito da persone diversamente abili. I lavori, nel fondo commerciale in via della Pace 69 (angolo con via Pasubio), sono praticamente finiti e da settembre il negozio sarà un vero e proprio laboratorio di pasta fresca dove acquistare tortelli, spaghetti alla chitarra, gnocchi, cannucciotti, fusilli da consumare in famiglia.

La Fondazione ha dato vita a una cooperativa sociale di tipo B “Raggi di sole”, che impegnerà solo ragazzi disabili nel lavoro quotidiano al pubblico. “E’ stata un’attività impegnativa – commenta soddisfatto Frascino – ma nella quale ci siamo buttati con convinzione, proprio in quella logica per cui da noi non si parcheggiano le persone, ma le si coinvolgono i percorsi che li rendano capaci di vivere il più dignitosamente possibile la loro esistenza, dando il senso dell’amicizia, dell’impegno, della fatica, del lavoro, della socializzazione, della costruzione. In questo – conclude il presidente de Il Sole – abbiamo trovato un partner serio nella Banca della Maremma, socio sostenitore della Fondazione, che è entrata con un suo rappresentante – Fabio Becherini – anche nel consiglio di amministrazione”.