MENO di uno su due. In Toscana a settembre non ci sarà nemmeno un insegnante ogni due alunni disabili. E se ai tempi dei tagli la questione del sostegno sembrava tradursi in un rapporto numerico che raccontava di sommersi e salvati, di assistenza data a qualcuno e negata a qualcun altro, adesso la situazione rischia di precipitare. Lo documentano le tabelle sugli organici definitivi assegnati dal Miur alle scuole.

Formalmente non ci sono state riduzioni. Ma la coperta con cui famiglie e presidi dovranno fare i conti quest’anno si è ulteriormente accorciata. Gli insegnanti di sostegno distribuiti sul territorio regionale saranno 4.690, praticamente gli stessi dal 2011. Ma gli alunni disabili passano da 10.177 a 10.607, sui banchi ce ne saranno 430 in più. Soltanto nel territorio fiorentino siamo passati da 2.377 iscritti a 2.504, mentre i docenti specializzati nell’assistenza sono cresciuti di appena 4 unità (da 1.103 a 1.107). Le alternative per le scuole sono poche: «E profondamente ingiuste – spiegano dalla Flc Cgil – o chiedono alle famiglie di far seguire al bambino un orario ridotto oppure utilizzano i cosiddetti laboratori per disabilità, stanze dove un insegnante si occupa contemporaneamente di due o tre bimbi tolti alla classe di appartenenza. Tutto in barba a ogni principio di integrazione».

Sembra non siano serviti a niente i ricorsi collettivi dei genitori, le sentenze del Tar e i pronunciamenti della Corte Costituzionale. Non solo il Miur continua a disattenderli, ma adesso impone alle scuole di tirare la cinghia. Lo ha fatto con una lettera che ieri l’ufficio regionale scolastico ha dovuto inviare ai presidi. Riguarda le richieste di ore in deroga, in pratica il sostegno aggiuntivo rispetto a quello già assegnato: «Le richieste in deroga – recita il documento – non possono essere formulate in modo generico, ma devono essere riferite a specifici casi di disabilità».

Insomma, verrà valutato ogni singolo caso. E quindi non è neppure detto che arrivino tutti i 295 insegnanti di sostegno in deroga concessi in corsa quest’anno. L’unica contromisura è il milione e 155mila euro stanziato dalla Regione. Un pacchetto di risorse utili a pagare ore aggiuntive per i maestri di ruolo, i bidelli ed ad attivare laboratori specifici sull’integrazione. Un modo per aggirare l’ostacolo – visto che la Regione non avrebbe competenze né doveri sul sostegno – ma che comunque, spiegano dagli uffici, difficilmente aiuterà i sommersi a salvarsi.
(m.n.) [La Repubblica Firenze del 28.07.2012]