Recenti sentenze hanno ribadito il diritto all’insegnante di sostegno per gli studenti disabili e/o con deficit di apprendimento. È intrinseco a quello all’istruzione (per altro obbligatoria sino alla maggiore età) ed è volto all’integrazione dello studente svantaggiato con gli altri compagni di classe. Il mancato riconoscimento, dunque, integrerebbe non solo una lesione di questi diritti, ma anche un’inaccettabile discriminazione.

Il monte ore massimo dovrà essere calcolato singolarmente, in ragione della natura e della gravità dell’handicap dell’interessato, attestata dalla competente Commissione ASL al termine di un complesso accertamento medico. Questa è l’estrema sintesi delle sentenze dei Tar Campania-Napoli sez. V n. 3783 del 07/09/12, Tar Lazio- Roma sez. III nn. 5123 e 2199/12 (cfr per un approfondimento (http://www.edscuola.eu/wordpress/?wpfb_dl=1072), Tar Toscana sez.

In. 763/12, consultabili in allegato e Tribunale di Monza del 17 maggio 2012 e Tribunale civile di Milano del gennaio 2011(testi non disponibili cfr.http://www.monzatoday.it/cronaca/monza-sentenza-scuola-handicap.html e http://www.disabili.com/legge-e-fisco/22709-sentenza-storica-a-milano-il-taglio-al-sostegno-e-discriminazione).

Di Giulia Milizia


REPUBBLICA ITALIANA, IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente
SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 2956 del 2012, proposto da:
-OMISSIS-  nella loro qualità di genitori esercenti la potestà sul minore -OMISSIS- Sergio, rappresentati e difesi dall’avv. Italo Stajano come da procura in calce al ricorso, domiciliati in Napoli, Segreteria T.A.R.;

contro
Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca in persona del Ministro pro tempore, Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, Direzione Didattica Statale 1° Circolo -via Pio Xii,131 Casoria in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, presso cui sono domiciliati per legge in Napoli, via Diaz, 11;

per l’annullamento
della nota prot. 1355/b19 del 03/05/2012 della Dir. didattica statale 1° Circolo via Pio XII n. 131 di Casoria, nella parte in cui prevede l’assegnazione di un insegnante di sostegno per sole 10 ore settimanali per l’anno scolastico 2012\2013.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio delle Amministrazioni intimate
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 luglio 2012 il dott. Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm. e rilevato che esse nulla hanno eccepito sulla possibile definizione del ricorso mediante sentenza in forma semplificata;

Ritenuto:
– che, con ricorso notificato il 12 giugno 2012 e depositato il successivo giorno 25, i ricorrenti agiscono per ottenere:

a) l’annullamento, previa sospensione cautelare, del provvedimento con cui l’istituzione scolastica ha assegnato al figlio minore (già riconosciuto portatore di handicap con connotazione di gravità ai sensi della L. 104\1992) 9 ore di sostegno scolastico su 25 ore di frequenza settimanali effettive per l’anno scolastico 2012\2013, nella quale Sergio frequenterà la classe prima primaria;

b) l’accertamento del diritto del minore ad ottenere un insegnante di sostegno per un numero di ore adeguato alla sua patologia, ritenuto dai ricorrenti stessi pari a 25 ore (misura della prestazione già goduta nella scuola dell’infanzia);

– che i ricorrenti denunciano, tra l’altro, la violazione degli articoli 2, 3, 34 e 38 della Costituzione, nonchè la violazione dell’art. 40, I comma, L. 449\1997, dell’art. 3 commi 413 e 413 L. 244\2007, dell’art. 1 comma 606 della L. n. 296\2006, dell’art. 9 comma XV del D.L. n. 78\2010 nonché dei principi enunciati in materia da C. Cost. n. 80\2010, eccesso di potere per sviamento, carenza di congrue istruttoria e motivazione, ponendo l’accento sulla natura di diritto soggettivo pieno ed incomprimibile del diritto all’istruzione ed all’educazione dei minori disabili, costituzionalmente garantito;

– che le Amministrazioni intimate, costituitesi in giudizio, hanno chiesto il rigetto del ricorso senza produrre scritti difensivi;

– che il ricorso è fondato e va accolto in relazione alla domanda di annullamento del provvedimento impugnato, in quanto nel caso in esame sussistono tutti i presupposti di legge per riconoscere in favore dello stesso il diritto soggettivo assoluto ad essere destinatario delle attività di sostegno di cui all’art. 35, comma VII, L. 289\2002, secondo il quale “Ai fini dell’integrazione scolastica dei soggetti portatori di handicap si intendono destinatari delle attività di sostegno ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, gli alunni che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva. L’attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/ alunni in presenza di handicap particolarmente gravi, di cui all’articolo 40 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è autorizzata dal dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale assicurando comunque le garanzie per gli alunni in situazione di handicap di cui al predetto articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. All’individuazione dell’alunno come soggetto portatore di handicap provvedono le aziende sanitarie locali sulla base di accertamenti collegiali (…)”, e il minore in questione è stato individuato quale portatore di handicap grave con le modalità previste dalla norma su riportata, ossia tramite visita collegiale condotta dai sanitari della competente Azienda sanitaria locale, come risulta dalla documentazione in atti (per tutte, T.A.R. Campania, sez. VIII, 28 gennaio 2009, n. 467\2009; sez. IV, 23 settembre 2010 numeri 17515, 17516, 17517);

– che, nel caso in esame, l’assegnazione dell’organico di sostegno alla scuola, e, di conseguenza, l’originaria assegnazione concreta di un dato numero di ore di sostegno al minore in epigrafe, non risulta –come si evince chiaramente dalla relazione del Dirigente scolastico depositata il 10 luglio 2012- effettuata sulla base delle concrete esigenze riscontrate nella popolazione scolastica di riferimento, essendo, al contrario, state assegnate le ore di sostegno a ciascun discente in ragione dell’organico predeterminato in rapporto al numero degli alunni disabili;

– che in senso ostativo all’esercizio del diritto in questione non possono rilevare contingenti misure organizzative del servizio –ivi compresa la carenza in organico di insegnanti dotati di adeguate competenze- in quanto con sentenza n. 80 del 22 febbraio 2010, depositata in cancelleria il 26 febbraio 2010, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 413, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), nella parte in cui fissava un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno; nonché l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007, nella parte in cui escludeva la possibilità, già contemplata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449, di assumere insegnanti di sostegno in deroga, in presenza nelle classi di studenti con disabilità grave, una volta esperiti gli strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente;

– che il Giudice delle leggi ha censurato le richiamate disposizioni in quanto esse avevano inciso sul «nucleo indefettibile di garanzie» a presidio del diritto all’educazione dei disabili in stato di gravità, poiché il limite previsto da quelle norme, laddove sopprimeva la riserva che consentiva di assumere insegnanti di sostegno a tempo determinato, non trovava alcuna giustificazione nel nostro ordinamento, posto che detta riserva costituisce uno degli strumenti attraverso i quali è reso effettivo il diritto fondamentale all’istruzione del disabile grave;

– che, coerentemente, l’art. 9 del D.L. n. 78\2010, nel testo risultante dalla legge di conversione n. 122\2010, al comma XV, pur disponendo che “Per l’anno scolastico 2010/2011 e’ assicurato un contingente di docenti di sostegno pari a quello in attivita’ di servizio d’insegnamento nell’organico di fatto dell’anno scolastico 2009/2010”, fa espressamente “salva l’autorizzazione di posti di sostegno in deroga al predetto contingente da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di particolare gravita’, di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;”

– che, infine, non ha apportato sostanziali innovazioni alla materia l’art. 19 comma 11 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, convertito nella legge n. 111 del 15 luglio 2011, per cui “L’organico dei posti di sostegno è determinato secondo quanto previsto dai commi 413 e 414 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fermo restando che è possibile istituire posti in deroga, allorchè si renda necessario per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica. (…)”;

– che, infatti, tale norma mantiene –secondo quanto affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 80\2010- la necessità di posti in deroga a quanto disposto nei commi 413 e 414 dell’art. 2 L. 244\2007 (dichiarati incostituzionali) se vi siano accertate esigenze educative del minore correlate alla sua piena integrazione scolastica, come emerge, nel caso in esame, dalla stessa relazione amministrativa depositata dell’Avvocatura dello Stato.

– rilevato, altresì, che, l’art 12 della L. 104\1992 prevede che, una volta intervenuto l’accertamento sanitario che dà luogo al diritto a fruire delle prestazioni stesse, debba essere elaborato un profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona handicappata, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante specializzato della scuola, con la partecipazione dell’insegnante operatore psico-pedagogico individuato;

– che tale profilo indica le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali ed affettive dell’alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona handicappata;

– che alla relativa elaborazione seguono verifiche per controllare gli effetti dei diversi interventi e l’influenza esercitata dall’ambiente scolastico, mentre il profilo dinamico-funzionale è aggiornato a conclusione della scuola materna, della scuola elementare e della scuola media e durante il corso di istruzione secondaria superiore;

– che, pertanto, il dimensionamento della prestazione di sostegno ha carattere sostanzialmente dinamico, dovendo essere correlato all’andamento della patologia da cui il minore è affetto, con particolare riguardo alle possibilità di recupero della persona disabile, finalità cui il percorso deve essere diretto, e non si presta ad essere cristallizzato in una formula unica ed immutabile, che sarebbe inevitabilmente destinata a divenire, nel tempo, non più rispondente allo stato evolutivo del minore;

– ritenuto, per quanto detto, che le domande relative alla quantificazione delle prestazioni di sostegno cui il minore interessato ha diritto meritano accoglimento nel senso che l’Amministrazione scolastica resistente dovrà attivarsi tempestivamente al fine di aggiornare, alle scadenza previste dalla legge, il profilo dinamico-funzionale ed il piano educativo individualizzato relativo al minore interessato, secondo le indicazioni ed il percorso fornito dal legislatore nella riportata normativa di riferimento;

– tenuto altresì che le spese di lite, attesa la pacifica giurisprudenza della Sezione, ben nota all’Amministrazione, basata anche su di una sentenza della Corte Costituzionale, devono essere poste a carico del Ministero resistente nella misura di cui al dispositivo.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione quarta, accoglie il ricorso nei termini e limiti di cui in motivazione, e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato ed accerta il diritto del minore all’assegnazione di un numero di ore di sostegno adeguato alla sua patologia; condanna l’Amministrazione resistente a fornire tali prestazioni al minore ricorrente nei modi e nei limiti di cui in motivazione.

Condanna il Ministero resistente al pagamento delle spese di lite in favore diparte ricorrente nella misura della metà del totale, forfetariamente liquidato in euro 800,00 oltre contributo unificato, IVA e CPA.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 25 luglio 2012 con l’intervento dei magistrati:

Luigi Domenico Nappi, Presidente

Guglielmo Passarelli Di Napoli, Consigliere

Achille Sinatra, Primo Referendario, Estensore

L’ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 07/09/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

N. 05123/2012 REG.PROV.COLL.
N. 02758/2012 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA, IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 2758 del 2012, proposto da:
OMISSIS

contro
il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in persona del Ministro legale rappresentante p.t., MIUR – Dipartimento dell’Istruzione – Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica in persona del legale rappresentante p.t., la Presidenza del Consiglio dei Ministri in persona del Presidente legale rappresentante p.t., l’Ufficio Scolastico regionale per il Lazio in persona del direttore generale legale rappresentante p.t.,
l’Istituto Comprensivo Statale “Fontanile Anagnino” in Roma, l’Istituto Comprensivo “Via Laurentina 710” – Distretto 20°, la Scuola Media Statale “Ferruccio Parri” – Distretto XV, il 2° Circolo Didattico di Palestrina “Karol Wojtila”, il 117° Circolo Didattico “M. Troisi”, il 178° Circolo Didattico “D’Antona Biagi”, il 1° Circolo Didattico “Maffi”, l’Istituto Comprensivo “Guido Milanesi”, l’Istituto Comprensivo “Card. O. Giorgi”, l’Istituto Comprensivo “Via Casl Bianco”, l’Istituto Comprensivo “Viale Adriatico 140” – Distretto 12°, l’Istituto Scolastico Statale 100° Circolo didattico “Maurizio poggiali”, il 126° Circolo Didattico “Iqbal Masih”, il 105° Circolo Didattico “L.L.Besso”, l’Istituto di Istruzione Superiore Via delle Sette Chiese 259, il 65° Circolo Didattico “Damiano Chiesa”, l’Istituto Comprensivo “Via M.F. Nobiliore”, la Scuola Secondaria di I grado “G. Sinopoli”, il 51° Circolo Didattico “Principessa Mafalda”, l’Istitutto Comprensivo Statale “Orsa Maggiore”, l’Istituto Comprensivo “Giovanni falcone”, l’Istituto Comprensivo San Francesco, il 49° Circolo Didattico “Principe di Piemonte”, l’Istituto Statale d’Arte Roma III – Liceo Artistico “Carlo Argan”, l’istituto Comprensivo “Pio La Torre” tutti in persona dei legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato presso la cui sede in Roma Via dei Portoghesi, n. 12 domiciliano ex lege,

per l’annullamento
1. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 dell’USR Lazio – Istituto Comprensivo “Giovanni Falcone” Scuola dell’infanzia primaria e secondaria di primo grado e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno Crocetti Flavio n. 10 ore di sostegno;

2. del provvedimento di cui al certificato in data 20 marzo 2012 dell’USR Lazio – Istituto Comprensivo “Orsa Maggiore” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 16 ore di sostegno;

3. del provvedimento di cui alla circolare interna n. 34 del 21 ottobre 201, conosciuta in data 22 marzo 2012 della Direzione Didattica del 51° Circolo “Principessa Mafalda” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno Gamba Antonello n. 11 ore di sostegno ;

4. del provvedimento di cui al certificato in data 20 marzo 2012 dell’USR Lazio – Istituto Comprensivo “Via M.F. Nobiliore” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 15 ore di sostegno;

5. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 a prot. n. 1249 B19 dell’USR Lazio – Direzione Didattica 1° Circolo “Maffi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 11 ore di sostegno;

6. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “ Guido Milanesi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 9 ore di sostegno;

7. del provvedimento di cui al certificato in data 23 marzo 2012 dell’USR Lazio – Istituto Comprensivo “Via M.F. Nobiliore” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 13 ore di sostegno;

8. del provvedimento di cui al certificato in data 17 marzo 2012 della Scuola Secondaria di I grado “G. Sinopoli” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISISS n. 9 ore di sostegno;

9. del provvedimento di cui al certificato in data 20 marzo 2012 dell’USR Lazio – 65° Circolo Didattico “Damiano Chiesa” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 12 ore di sostegno;

10. del provvedimento di cui al certificato in data 22 febbraio 2012 dell’USR Lazio – 178° Circolo Didattico “D’Antona – Biagi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISISSIS n. 19 ore di sostegno;

11. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 del 100° Circolo Didattico “Maurizio Poggiali” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISISSIS n. 11 ore di sostegno;

12. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 del 100° Circolo Didattico “Maurizio Poggiali” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 10 ore di sostegno;

13. del provvedimento di cui al certificato in data 19 marzo 2012 dell’Istituto di Istruzione Superiore “Via delle Sette Chiese 259” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 7 ore di sostegno;

14. del provvedimento di cui al certificato in data 21 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “Pio La Torre” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 12 ore di sostegno;

15. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 dell’USR Lazio – 178° Circolo Didattico “D’Antona – Biagi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 8 ore di sostegno.

16. del provvedimento di cui al certificato in data 20 marzo 2012 del 105° Circolo Didattico “L.L.Besso” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 10 ore di sostegno;

17. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 dell’USR Lazio – Direzione didattica 126° Circolo “Iqbal Masih” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 16 ore di sostegno;

18. del provvedimento di cui al certificato in data 19 marzo 2012 dell Scuola Media Statale “Ferruccio Parri e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 10 ore di sostegno;

19. del verbale del GHL del 12 settembre 2011 dell’Istituto Comprensivo San Francesco Anguillara Sabazia conosciuto in data 22 marzo 2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS, n. 5 ore di sostegno;

20. del provvedimento di cui al certificato in data 19 marzo 2012 del Circolo Didattico “Maurizio Poggiali” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 11 ore di sostegno;

21. del provvedimento di cui al certificato in data 9 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “Fontanile Anagnino” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 16 ore di sostegno;

22. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “Via Laurentina 170” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 11 ore di sostegno;

23. del provvedimento di cui al certificato in data 19 marzo 2012 dell’Istituto Scolastico Statale 100° Circolo Didattico “Maurizio Poggiali” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 11 ore di sostegno;

24. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 del 1° Circolo Didattico “Maffi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 16 ore di sostegno;

25. del provvedimento di cui al certificato in data 20 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “Viale Adriatico 140” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 15 ore di sostegno;

26. del provvedimento di cui al certificato in data 20 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “Viale Adriatico 140” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 9 ore di sostegno;

27. del provvedimento di cui al certificato in data 20 marzo 2012 del 1° Circolo Didattico “Maffi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 14 ore di sostegno;

28. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 del 1° Circolo Didattico “Maffi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 8 ore di sostegno;

29. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “Card. O. Giorgi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 15 ore di sostegno;

30. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 dell’Istituto Comprensivo “Guido Milanesi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 10 ore di sostegno;

31. del provvedimento di cui al certificato in data 16 marzo 2012 della Direzione Didattica del 1° Circolo Didattico “Maffi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 8 ore di sostegno;

32. del provvedimento di cui al certificato in data 12 marzo 2012 del 178° Circolo Didattico “D’Antona Biagi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 11 ore di sostegno;

33. del verbale di riunione del 117° Circolo Didattico “M. Troisi” del 17 febbraio 2012 conosciuto in data 16 marzo 2012 con comunicazione di pari data prot. ris. 1/B19 nella parte in cui assegna all’alunno Rossi Edoardo n. 10 ore di sostegno;

34. del provvedimento di cui al certificato in data 14 marzo 2012 del 2° Circolo Didattico di Palestrina “Karol Wojtila” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna  n. 22 ore di sostegno;

35. del provvedimento di cui al certificato in data 15 marzo 2012 del dell’Istituto Comprensivo “Via Laurentina 710°” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 14 ore di sostegno;

36. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 del 49° Circolo Didattico “Principe di Piemonte” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno Arcioni Mattia n. 6 ore di sostegno;

37. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 del 49° Circolo Didattico “Principe di Piemonte” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 8 ore di sostegno;

38. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 del 49° Circolo Didattico “Principe di Piemonte” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 16 ore di sostegno;

39. del provvedimento di cui al certificato in data 22 marzo 2012 dell’Istituto Statale D’Arte Roma III Liceo Artistico “Carlo Argan” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunna Cecchini Sarah n. 11 ore di sostegno;

40. del provvedimento di cui al certificato in data 15 marzo 2012 della Direzione Didattica 1° Circolo “Maffi” e relativo all’a.s. 2011/2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 12,30 ore di sostegno;

41. del verbale del GHL dell’Istituto Comprensivo “Via Casal Bianco” del 14 novembre 2011 conosciuto con comunicazione del 29 marzo 2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 8 ore di sostegno;

e per la condanna

dell’Amministrazione dell’istruzione al pagamento del risarcimento del danno, determinato anche in via equitativa dal giudice;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e degli Istituti sopra indicati;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 3 maggio 2012 il dott. Pierina Biancofiore;

Uditi altresì i difensori delle parti come da verbale di udienza, anche in relazione alla possibilità di decisione della causa mediante sentenza in forma semplificata;

RILEVATO che il presente giudizio può essere definito nel merito ai sensi degli articoli 60 e 74 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, previo accertamento della completezza del contraddittorio e dell’istruttoria, e sentite sul punto le parti costituite;

RITENUTO in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO
Con ricorso notificato alle istituzioni in epigrafe indicate in data 30 marzo 2012 e depositato il successivo 13 aprile, i ricorrenti espongono di essere tutti genitori di alunni con gravi disabilità.

Se non che per l’anno scolastico in corso hanno visto attribuire ai figlioli, dalle rispettive scuole, un numero di ore di sostegno inferiore rispetto al rapporto 1:1 loro spettante per la situazione di handicap grave ex art. 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992,n. 104 e s.m.i..

Avverso gli atti in epigrafe indicati oppongono:

1. violazione e falsa applicazione degli articoli 2, 3, comma 2, 34 comma 1, 38, commi 3 e 4 Cost., eccesso di potere, manifesta ingiustizia;

2. Violazione di legge, violazione e falsa applicazione degli articoli 4, 12, 13 e 40 della legge n. 104/1992, art. 40 della legge n. 449/1997, art. 2 commi 413 e 414 della legge 244/2007, così come interpretato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010;

3. Omessa e/o insufficiente motivazione, violazione e falsa applicazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990;

4. Omessa ed insufficiente istruttoria.

Concludono chiedendo il risarcimento del danno, rappresentando che non vi è vincolo di indisponibilità delle risorse che possa giustificare la compromissione di un diritto costituzionalmente tutelato; chiedono, infine, l’accoglimento dell’istanza cautelare e del ricorso.

L’Amministrazione si è costituita tramite l’Avvocatura generale che ha eccepito l’inammissibilità della pretesa, siccome effettuata ad anno scolastico oramai concluso e quando ancora l’organico delle scuole non si è ancora consolidato. Rassegna pure conclusioni opposte a quelle dei ricorrenti.

Il ricorso, infine, è stato trattenuto per la decisione in forma semplificata alla Camera di Consiglio del 3 maggio 2012, avvertitene all’uopo le parti costituite.

DIRITTO
1. In via preliminare va esaminata e respinta l’eccezione proposta dalla resistente Amministrazione dell’istruzione che ha opposto come, poiché la concessione delle ore di sostegno risulta il portato di una complessa attività amministrativa valutativa che trova il suo momento clou nella elaborazione dell’organico di sostegno dopo la conclusione dell’anno scolastico i genitori ricorrenti non hanno al momento interesse alla coltivazione del gravame, in quanto la procedura non si sarebbe appunto completata.

Come preannunciato l’eccezione non può essere condivisa, dal momento che i ricorrenti non si dolgono per il futuro e cioè per la mancanza delle ore di sostegno nel rapporto 1:1 che spetterebbero ai loro figli per trovarsi nella situazione di handicap grave ex art. 3, comma 3 della legge n. 104/1992 e s.m.i., ma lamentano che al momento si trovano nella condizione per cui ai minori sono state assegnate meno ore di quante sarebbero spettate per il corrente anno scolastico.

L’interesse dunque c’è e sussiste fino alla fine dell’anno scolastico e per la parte di esso non ancora trascorsa, mentre, diversamente opinando, come mostrano di essere ben consapevoli in ricorso, la loro pretesa sarebbe davvero inammissibile per mancanza dell’interesse concreto ed attuale a proporre il ricorso.

2. Quest’ultimo è fondato e va accolto come di seguito precisato.

Con la prima doglianza i ricorrenti fanno sostanzialmente valere che l’art. 38, comma 3° Cost, disponendo che “gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale” dà concretezza ai principi generalissimi che esprime l’art. 2 Cost. e, in relazione alla pari dignità sociale esprime l’art. 3 Cost.; e rappresentano che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 215 del 1987 ha posto l’obbligo di rendere concretamente fruibile il diritto all’istruzione per il disabile.

Con la seconda doglianza osservano che con la legge n. 104/1992 è stato riconosciuto il diritto soggettivo del disabile all’educazione ed all’istruzione dalla scuola materna all’università e che, di conseguenza, gli atti impugnati appaiono anche violare la legge 27 dicembre 1997, n. 449 che all’art. 40 ha previsto la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno. La successiva norma dettata all’art. 2, commi 413 e 414 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 che fissava rigidamente un limite al numero degli insegnanti di sostegno e sopprimendo radicalmente la possibilità di assumere con contratti a tempo determinato altri insegnanti, in deroga al rapporto docenti – alunni pur se in presenza di disabilità particolarmente gravi è stata dichiarata costituzionalmente illegittimo dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 80 del 26 febbraio 2010.

Con un terzo motivo gli stessi oppongono che i provvedimenti impugnati, compresi gli organici di fatto predisposti per l’a.s. 2011/2012 sono privi di motivazione in quanto si limitano ad assegnare un numero di ore di sostegno a prescindere da quelle prescritte in sede di diagnosi funzionale ed in caso di handicap grave come dimostrato dalla certificazione prodotta.

Tale aspetto introduce anche il successivo motivo con quale gli interessati deducono l’assoluta carenza di istruttoria negli atti gravati.

3. Le censure vanno accolte.

Come oramai rilevato in numerose pronunce dal tribunale (TAR Lazio, sezione III bis, 15 marzo 2012, n. 2573, 5 aprile 2012, n. 3177, 19 aprile 2012, n. 3583 soltanto per citare alcune delle più recenti) “le prospettazioni dei ricorrenti vanno accolte, con particolare riferimento a quelle che pongono in rilievo come, una volta eliminate dall’ordinamento le disposizioni limitative contenute nei commi 413 e 414 dell’art. 2 della L. Fin. n. 244 del 2007, torna, per così dire, in auge il disposto dell’art. 40 della L. n. 449 del 1997 stante il quale “In attuazione dei princìpi generali fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, è assicurata l’integrazione scolastica degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla gravità dell’handicap, compreso il ricorso all’ampia flessibilità organizzativa e funzionale delle classi prevista dall’articolo 21, commi 8 e 9, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonché la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3, in presenza di handicap particolarmente gravi,”.

A tale conclusione non può peraltro non pervenirsi se si tiene conto che la Corte Costituzionale, con la nota decisione n. 80 del 26 febbraio 2010, nel modificare l’art. 2, commi 413 e 414 della Legge finanziaria per il 2008, n. 244 del 2007, ha rilevato che: “la possibilità di stabilire ore aggiuntive di sostegno appresta una specifica forma di tutela ai disabili che si trovino in condizione di particolare gravità…(e) non si estende a tutti i disabili a prescindere dal grado di disabilità, bensì tiene in debita considerazione la specifica tipologia di handicap da cui è affetta la persona de qua…”.

A tale argomentazione dei ricorrenti e cioè che possano essere assunti insegnanti in deroga al rapporto docenti/alunni in presenza di handicap particolarmente gravi, l’Amministrazione, nella memoria di costituzione, oppone che non sarebbe determinata alcuna misura (minima o massima) nell’assegnazione dell’insegnante di sostegno.

Tale ricostruzione, se da un lato rimanda senz’altro alla valutazione del tutto discrezionale delle necessità didattiche dell’alunno disabile, come connesse al suo stato di salute e peraltro come poste pure in rilievo dalla Corte Costituzionale con la menzionata sentenza, tuttavia non scalfisce la chiara lettera della norma che dispone la possibilità di assumere docenti di sostegno in deroga e con contratto a tempo determinato.

Anche la circostanza posta in rilievo dalla Amministrazione e che cioè debba tenersi conto “inevitabilmente delle complessive risorse disponibili” è destinata a cedere di fronte alla citata disposizione normativa, come posto in rilievo da tutti i Tribunali Amministrativi Regionali: TAR Puglia, Lecce, 2 gennaio 2012, n. 4, TAR Lombardia, sezione III, 23 giugno 2011, n. 1694, T.A.R. Napoli Campania, sez. IV, 25 marzo 2011, n. 1718.

La vicenda normativa che peraltro ha portato alla pronuncia della Corte Costituzionale n. 80 del 26 febbraio 2010 trova una sua precisa e dettagliata ricostruzione con la sentenza del Consiglio di Stato, sezione VI, 21 aprile 2010, n. 2231, nella quale, in ordine alle esigenze di bilancio, è stato posto chiaramente in evidenza che l’assegnazione dell’insegnante di sostegno in deroga non può prescindere dalla valutazione della gravità dell’handicap e non delle risorse disponibili.

Proprio in attuazione di tale quadro normativo è noto che il Governo, dapprima con il d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge dalla L. 30 luglio 2010, n. 122 all’art. 9, comma 15 ha fatto salva l’autorizzazione di posti di sostegno in deroga al predetto contingente previsto per l’a.s. 2009/2010 da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di particolare gravità di cui all’art. 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. E col successivo d.l. 6 luglio 2011, n. 98 convertito in legge dall’art. 1, comma 1 della legge 15 luglio 2011, n. 111 (recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”), all’art. 19, comma 11°, nel confermare il limite dei docenti di sostegno dell’a.s. 2011/2012 ha tuttavia fatta “salva l’autorizzazione di posti di sostegno in deroga… da attivarsi per situazioni di particolare gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”, come avviene nei casi dei figli dei ricorrenti.

4.Per le superiori considerazioni il ricorso va accolto e per l’effetto vanno annullati i provvedimenti in epigrafe indicati dai quali risulta a favore dei figli dei ricorrenti un numero di ore di sostegno minore rispetto a quelle possibili in deroga per l’a.s. 2011/2012.

In relazione alla domanda risarcitoria i ricorrenti hanno dichiarato di rinunciare ad essa, sicchè tale parte del ricorso può essere dichiarata improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

5. Nella considerazione della frequenza di impugnative come quella trattata che riguardano un diritto fondamentale dell’individuo le spese sono poste a carico dell’Amministrazione dell’istruzione e sono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla gli atti in epigrafe indicati e per il resto lo dichiara improcedibile.

Condanna l’Amministrazione dell’istruzione al pagamento di Euro 2.000,00 a favore dei ricorrenti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 3 maggio 2012 con l’intervento dei magistrati:
Evasio Speranza, Presidente
Paolo Restaino, Consigliere
Pierina Biancofiore, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 06/06/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

 

N. 02199/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01176/2012 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA, IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1176 del 2012, proposto da:
OMISSIS;

contro
Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, Presidenza Consiglio dei Ministri, Ufficio Scolastico Regionale Per il Lazio, Istituto Comprensivo via Mf Nobiliore di Roma, 38° Circolo Didattico Contardo Ferrini di Roma, 181° Circolo Didattico Pablo Picasso di Roma, Istituto Comprensivo Statale Fontanile Anagnino di Roma, Istituto Comprensivo San Francesco Anguillara di Anguillara Sabazia, 49° Circolo Didattico Principe di Piemonte di Roma, 298° Circolo Didattico di Roma Scuola Elementare Statale Elsa Morante, 1° Circolo Didattico Pietro Maffi di Roma, Istituto Comprensivo viale Adriatico 140 di Roma, rappresentati e difesi dall’Avvocatura dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l’annullamento

del provvedimento dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Istituto Comprensivo “Via M.F. Nobiliore” Scuola elementare “Don Albera” e relativo all’anno scolastico 2011/2012, prot. 425/FP del 19 gennaio 2012, nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 11 ore di sostegno (doc. I)

B. del provvedimento adottato dal 38° Circolo Didattico ‘Contardo Ferrini’ prot. n. 003/Riservato del 20.1.2012 e relativo all’anno scolastico 2011/2012, nella parte in cui assegna alla classe II F n. 22 ore settimanali di sostegno (gli alunni con grave disabilità della classe II F sono due, OMISSIS: al primo sono state assegnate 12 ore di sostegno, alla seconda 10 ore, doc. II);

C. del provvedimento adottato dal 38° Circolo Didattico ‘Contardo Ferrini’ e relativo all’anno scolastico 2011/2012, nella parte in cui assegna alla classe II F n. 22 ore settimanali di sostegno ((gli alunni con grave disabilità della classe II F sono due, OMISSIS: al primo sono state assegnate 12 ore di sostegno, alla seconda 10 ore, doc. III);

D. del provvedimento adottato dal 38° Circolo Didattico ‘Contardo Ferrini’ prot. n. 002/Riservato del 20.1.2012 e relativo all’anno scolastico 2011/2012, nella parte in cui assegna alla sezione B della Scuola dell’infanzia statale di Forte Antenne n. 13 ore settimanali di sostegno e, di conseguenza, n. 13 ore di sostegno all’alunno OMISSIS (doc. IV);

E1. dell’organico di diritto, predisposto per l’Istituto Comprensivo Statale ‘Fontanile Anagnino’ e relativo all’anno scolastico 2011/2012, conosciuto in data 18.1.2012 nella parte in cui non assegna in favore dell’alunno  un insegnante di sostegno con rapporto 1:1 per un numero di ore pari all’intero orario di frequenza settimanale (doc. V);

E2. del provvedimento adottato dall’Istituto Comprensivo Statale ‘Fontanile Anagnino’ e relativo all’anno scolastico 2011/2012, prot. 188/B8 del 18.1.2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 7 ore di sostegno (doc. V-bis)

F1. del Verbale di GLH dell’Istituto Comprensivo ’San Francesco Anguillara’, del 22.9.2011, conosciuto in data 23.1.2012, nella parte in cui assegna all’alunna Moffa Chiara n. 17 ore di sostegno (doc. VI);

F2. del provvedimento adottato dall’Istituto Comprensivo ’San Francesco Anguillara’ e relativo all’anno scolastico 2011/2012, prot. 394/FP del 23.1.2012 nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 17 ore di sostegno (doc. VI-bis);

G1. del Verbale di GLH del dell’Istituto Comprensivo ’San Francesco Anguillara’ del 22.9.2011, comunicato in data 26.1.2012 con comunicazione in pari data prot. 462/FP, nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 5 ore di sostegno (doc. VII);

G2. del provvedimento dell’Istituto Comprensivo ’San Francesco Anguillara’, del 26.1.2012, prot. 462/FP, nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 5 ore di sostegno (doc. VII-bis)

H1. dell’organico alunni disabili a.s. 2011/2012, predisposto dal 49° Circolo didattico ‘Principe di Piemonte’ conosciuto in data 24.1.2012 con comunicazione in pari data prot. 359/B19 nella parte in cui assegna all’alunna Udugodage Rodrigo Tilini Chiara n. 11 ore di sostegno (doc. VIII);

H2. del provvedimento emesso dal 49° Circolo didattico ‘Principe di Piemonte’ in data 24.12.2011 prot. n. 359/B19 nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 11 ore di sostegno (doc. VIII-bis),

I1. dell’organico di diritto relativo all’a.s. 2011/2012 predisposto dal 49° Circolo didattico ‘Principe di Piemonte’ conosciuto in data 23.12.2011 con comunicazione prot. n. 6647/B14 nella parte in cui non assegna in favore dell’alunna OMISSIS un insegnante di sostegno con rapporto 1:1 per un numero di ore pari all’intero orario di frequenza settimanale (doc. IX);

I2. del provvedimento emesso dal 49° Circolo didattico ‘Principe di Piemonte’ in data 24.1.2012 prot. n. 361/B19, nella parte in cui assegna all’alunna Nolano Sofia n. 14 ore di sostegno (doc. IX-bis);

L1. dell’organico di diritto relativo all’a.s. 2011/2012 predisposto dal 49° Circolo didattico ‘Principe di Piemonte’, conosciuto in data 24.1.2012, nella parte in cui non assegna in favore dell’alunno OMISSIS un insegnante di sostegno con rapporto 1:1 per un numero di ore pari all’intero orario di frequenza settimanale (doc. X);

L2. del provvedimento emesso dal 49° Circolo didattico ‘Principe di Piemonte’ in data 19.1.2012 prot. n. 243/B19 e 362/B19, nella parte in cui assegnano all’alunno OMISSIS n. 11 ore di sostegno (doc. X-bis; X-ter);

M1. dell’organico di diritto, predisposto per il 1° Circolo Didattico ‘Pietro Maffi’ e relativo all’anno scolastico 2011/2012, conosciuto in data 28.12.2011 con comunicazione prot. 6407/B19 nella parte in cui non assegna in favore dell’alunno OMISSIS un insegnante di sostegno con rapporto 1:1 per un numero di ore pari all’intero orario di frequenza settimanale (doc. XI; XI-bis)

M2. del provvedimento emesso dal 1° Circolo Didattico ‘Pietro Maffi’ e relativo all’anno scolastico 2011/2012 in data 28.12.2011 prot. n. 6407/B19 (doc. XI-ter), nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 8 ore di sostegno;

N1. del Verbale di GLH del 181° Circolo Didattico ‘Pablo Picasso’ del 23.9.2011, comunicato in data 13.12.2011 con comunicazione in pari data prot. Ris. n. 90, nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 13 ore di sostegno (doc. XII);

N2. del provvedimento 181° Circolo Didattico ‘Pablo Picasso’ del 13.12.2012 prot. Ris. n. 90, nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 13 ore di sostegno (doc. XII-bis);

O1. del Verbale di GLH del 181° Circolo Didattico ‘Pablo Picasso’ del 23.9.2011, comunicato in data 20.1.2012 con comunicazione in pari data prot. n. 204P, nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 11 ore di sostegno (doc. XIII);

O2. del provvedimento 181° Circolo Didattico ‘Pablo Picasso’ del 20.1.2012 prot. n. 204P, nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 11 ore di sostegno (doc. XIII-bis);

P. del provvedimento dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – 298° Circolo Didattico ‘Elsa Morante’, prot. 356/FP del 24.1.2012, nella parte in cui assegna all’alunna OMISSIS n. 6 ore di sostegno (doc. XIV);

Q. del provvedimento dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – 298° Circolo Didattico ‘Elsa Morante’, prot. 357/FP del 24.1.2012, nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 13 ore di sostegno (doc. XV);

R. del provvedimento dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Istituto Comprensivo ‘Viale Adriatico 140’, prot. n. 340/01/12 del 27.1.2012, nella parte in cui assegna all’alunno OMISSIS n. 15 ore di sostegno (doc. XVI);

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di:

Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca;

Presidenza Consiglio dei Ministri, Ufficio Scolastico Regionale Per il Lazio;

Istituto Comprensivo via Mf Nobiliore di Roma;

38° Circolo Didattico Contardo Ferrini di Roma;

181° Circolo Didattico Pablo Picasso di Roma;

Istituto Comprensivo Statale Fontanile Anagnino di Roma;

Istituto Comprensivo San Francesco Anguillara di Anguillara Sabazia;

49° Circolo Didattico Principe di Piemonte di Roma;

298° Circolo Didattico di Roma Scuola Elementare Statale Elsa Morante e di 1° Circolo Didattico Pietro Maffi di Roma e di Istituto Comprensivo viale Adriatico 140 di Roma;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 1 marzo 2012 la dott.ssa Ines Simona Immacolata Pisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

ATTESO che il ricorso appare manifestamente fondato;

RILEVATO che con esso i ricorrenti in atti, genitori esercenti la patria potestà sui minori in epigrafe indicati, impugnano i provvedimenti con i quali gli Istituti in epigrafe hanno disposto che i ragazzi, tutti affetti da handicap grave, usufruiscano di sostegno individuale in misura inferiore rispetto a quella massima consentita, in considerazione di motivazioni legate a carenza di personale idoneo ad assicurare il sostegno nella misura piena;

ATTESO che avverso tali provvedimenti gli interessati sollevano che, in fatto, i minori sono stati ritenuti bisognosi, “per la complessità del disturbo”, di un progetto educativo individualizzato e di assistenza continua da parte del personale specializzato in deroga al rapporto 1/1 per il massimo delle ore consentite;

RILEVATO che avverso la riduzione delle ore gli interessati oppongono la violazione dell’art. 38 della Cost., della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e della legge 27 dicembre 1997, n. 449, osservando che l’art. 2, commi 413 e 414 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 che fissavano rigidamente un limite al numero degli insegnanti di sostegno e sopprimendo radicalmente la possibilità di assumere con contratti a tempo determinato altri insegnanti, in deroga al rapporto docenti – alunni pur se in presenza di disabilità particolarmente gravi è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 80 del 26 febbraio 2010;

RILEVATO che le prospettazioni dei ricorrenti vanno accolte, con particolare riferimento a quelle che pongono in rilievo come, una volta eliminate dall’ordinamento le disposizioni limitative contenute nei commi 413 e 414 dell’art. 2 della L. Fin. n. 244 del 2007, torna, per così dire, in auge il disposto dell’art. 40 della L. n. 449 del 1997 stante il quale “In attuazione dei princìpi generali fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, è assicurata l’integrazione scolastica degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla gravità dell’handicap, compreso il ricorso all’ampia flessibilità organizzativa e funzionale delle classi prevista dall’articolo 21, commi 8 e 9, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonché la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3, in presenza di handicap particolarmente gravi,]”;

ATTESO che la Corte costituzionale nella menzionata decisione nell’elidere dall’ordinamento le norme indicate sopra ha osservato che: “la possibilità di stabilire ore aggiuntive di sostegno appresta una specifica forma di tutela ai disabili che si trovino in condizione di particolare gravità…(e) non si estende a tutti i disabili a prescindere dal grado di disabilità, bensì tiene in debita considerazione la specifica tipologia di handicap da cui è affetta la persona de qua…”;

CONSIDERATO che come pure rilevato dai genitori del minore, malgrado i competenti organi medici abbiano qualificato come grave l’handicap del ragazzo, ai sensi dell’art. 3, comma 3 della Legge n. 104 del 1992, tuttavia, la scuola gli ha garantito il sostegno per un numero di ore inferiore ad un’intera cattedra;

AVUTO riguardo pure al disposto di cui all’art. 9, comma 15 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 , stante il quale, pur nel confermare il limite dei docenti di sostegno dell’a.s. 2009/2010 ha tuttavia fatto “salva l’autorizzazione di posti di sostegno in deroga… da attivarsi per situazioni di particolare gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;

RITENUTO che pertanto il ricorso appare meritevole di accoglimento e che per l’effetto vadano annullati i provvedimenti in epigrafe nella parte in cui limitano il sostegno concesso ai minori rispetto al massimo di ore basato sul rapporto di 1/1, data la situazione di handicap grave in cui i predetti versano;

RILEVATO che, parte ricorrente ha proposto domanda volta ad ottenere il risarcimento del danno subìto dai minori stante la lesione del diritto, di rango costituzionale, al libero svolgimento della personalità nelle formazioni sociali tutelate dalla nostra Costituzione, argomentando che il T.A.R. Sardegna, in una controversia assolutamente analoga della presente, ha ravvisato la colpa dell’Amministrazione nella circostanza in base alla quale il minor numero di ore di sostegno assegnate “è intervenuto quando ormai la normativa di riferimento era venuta meno per effetto della citata sentenza del giudice delle leggi n. 80/2010” (TAR Sardegna, Cagliari, sentenza n. 1102/2010) e che i subiti danni non patrimoniali, da quantificarsi equitativamente, siano certamente risarcibili in quanto gli impugnati atti sono all’evidenza lesivi dei valori della persona espressamente garantiti dalla Costituzione (Cfr., Cass. civ., sez. un., n. 26972/2008; Cass. civ., sez. un., n. 794/2009).

RILEVATO che nella odierna camera di consiglio i ricorrenti hanno rinunziato alla domanda risarcitoria proposta;

RITENUTO che pertanto le spese, secondo il principio generale di cui all’art.91 cpc, richiamato dall’art.26 cpa, debbano seguire la soccombenza e vadano liquidate come in dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,

lo accoglie per l’effetto annulla i provvedimenti in epigrafe nella parte in cui non ammettono i minori al sostegno come in motivazione indicato.

Condanna l’amministrazione resistente alle spese di lite, nella misura di euro 600,00, oltre IVA e CPA come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 1 marzo 2012 con l’intervento dei magistrati:

Evasio Speranza, Presidente

Paolo Restaino, Consigliere

Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 05/03/2012

IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
N. 00763/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01767/2011 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA, IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1767 del 2011, proposto da:
Debora Ricci e Giuseppe -OMISSIS- in proprio e in qualità di esercenti la potestà genitoriale su Diego -OMISSIS- rappresentati e difesi dall’avv. OMISSIS;

contro
l’ Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Livorno, il Quinto Circolo Didattico De Amicis-Livorno in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica, non costituiti; il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato presso la quale é domiciliato per legge in Firenze, via degli Arazzieri 4;

per l’annullamento

del provvedimento redatto dal Dirigente Scolastico Prof.ssa OMISSIS in data 28.09.2011 prot. n. 3903/B19, conosciuto dai ricorrenti in pari data, contenente assegnazione delle ore di sostegno nel numero di 8.50 nonché ogni altro atto dallo stesso presupposto e/o a questi conseguente ancorchè non conosciuto dai ricorrenti.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

Vista la memoria difensiva dei ricorrenti;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 28 marzo 2012 il dott. Alessandro Cacciari e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

1. I ricorrenti nella presente controversia sono esercenti la potestà genitoriale su un alunno diversamente abile frequentante la Scuola dell’Infanzia “Pestalozzi” di Livorno. Con il presente ricorso, notificato il 5 ottobre 2011 e depositato in pari data, lamentano che siano state ridotte le ore di sostegno scolastico finalizzato alla sua integrazione. A sostegno del gravame deducono, con primo motivo, che sarebbe stato violato il diritto all’istruzione delle persone diversamente abili, garantito non solo dalla Costituzione e dalla legislazione italiana ma anche da fonti di diritto internazionale, in particolare dalla Carta dei diritti dell’uomo, dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Con secondo motivo lamentano che nell’assegnazione delle ore di sostegno scolastico non sarebbero state considerate le effettive esigenze dell’alunno.

Con terzo motivo deducono difetto di motivazione poiché i provvedimenti con cui sono state ridotte le ore di sostegno scolastico non risulterebbero coerenti con il loro quadro clinico.

Posto che dal quadro normativo emergerebbe la sussistenza di un vero e proprio diritto soggettivo in capo agli alunni diversamente abili all’assegnazione delle ore di sostegno necessarie per la loro integrazione scolastica, i ricorrenti concludono chiedendo l’annullamento degli atti impugnati e la condanna delle Amministrazioni resistenti all’assegnazione di un insegnante di sostegno per l’intero orario di frequenza.

Si è costituita con memoria di stile l’Avvocatura dello Stato per le Amministrazioni intimate, chiedendo il rigetto del ricorso.

Con ordinanza 10 novembre 2011, n,. 1666, sono stati disposti adempimenti istruttori.

Con ordinanza 23 novembre 2011, n. 1145, è stata accolta la domanda cautelare.

All’udienza del 28 marzo 2012 la causa è stata trattenuta in decisione.

2. La domanda in esame ha ad oggetto sia l’annullamento dei provvedimenti impugnati, che l’accertamento del diritto alla fruizione del sostegno scolastico per l’intero orario di frequenza con conseguente condanna delle Amministrazioni intimate.

In via preliminare deve rilevarsi che la controversia appartiene alla giurisdizione esclusiva di questo giudice, poiché concerne provvedimenti adottati dall’amministrazione pubblica nell’esercizio di poteri autoritativi e discrezionali in materia di pubblici servizi. Il principio è stato affermato dalla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione 25 marzo 2009, n. 7103, in applicazione dell’art. 33 d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, e resta valido anche nella vigenza del nuovo codice del processo amministrativo. Questo infatti, all’art. 133, comma 1, lett. c) prevede una generale competenza del giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva, per le controversie in materia di pubblici servizi che riguardino provvedimenti adottati dall’amministrazione (o dal gestore di un servizio pubblico) nell’ambito di un procedimento amministrativo. È stato quindi assunto il criterio, costituzionalmente corretto (Corte Cost. 204/04), secondo il quale la giurisdizione amministrativa insiste nelle situazioni in cui un soggetto dotato di pubblici poteri esplica le proprie potestà autoritative, conformemente a quanto statuito dall’art. 7 c.p.a. che ricomprende nella giurisdizione amministrativa le controversie riconducibili all’esercizio di detto potere.

Nell’ambito della materia in esame l’esercizio del potere pubblico inizia con l’individuazione dell’alunno come persona diversamente abile, compito che, ai sensi dell’art. 2 del d.P.R. 24 febbraio 1994, compete allo specialista o allo psicologo esperto dell’età evolutiva. Segue poi la diagnosi funzionale, ossia la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno cui provvede l’unità multidisciplinare (art. 3 del citato decreto). Questa fase sfocia nel “profilo dinamico funzionale” che, ai sensi dell’art. 12, comma 5, l. 5 febbraio 1992, n. 104, e dell’art. 4 del decreto sopracitato, deve indicare il prevedibile livello di sviluppo che l’alunno diversamente abile mostra di possedere nel tempo ed evidenzare le difficoltà che possono derivare nell’apprendimento in conseguenza della situazione di diversa abilità; le possibilità di recupero e quelle che devono essere sostenute e progressivamente rafforzate. Esso è finalizzato alla formulazione del piano educativo individualizzato (art. 5 del citato decreto) cui devono provvedere, insieme ai genitori dell’alunno interessato, gli operatori individuati delle unità sanitarie locali ed il personale insegnante (curriculare e di sostegno) della scuola. Il piano propone gli interventi concretamente finalizzati a realizzare il diritto all’istruzione ed all’integrazione scolastica dell’alunno diversamente abile e deve anche quantificare il sostegno scolastico ritenuto opportuno.

La determinazione delle ore di sostegno all’alunno diversamente abile avviene quindi al termine di un complesso procedimento, nel quale indubbiamente vi è esercizio di potere amministrativo e al cui interno si ritrovano diverse situazioni giuridiche soggettive, sia di interesse che di diritto.

Queste considerazioni giustificano la giurisdizione esclusiva in materia, e al tempo stesso portano a soluzione la controversia.

In linea generale non può non ritenersi che quello all’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili sia un vero e proprio diritto soggettivo, e ciò è divenuto indubitabile dopo la sentenza della Corte Costituzionale 26 febbraio 2010, n. 80. Questo però non implica che ogni alunno diversamente abile abbia titolo a ricevere in via immediata e diretta il sostegno scolastico per l’intero orario di frequenza. Le modalità concrete del diritto all’integrazione scolastica devono infatti essere definite, con riferimento alla situazione specifica di ciascun alunno, nel corso del procedimento sopra descritto che si conclude con la redazione del piano educativo individualizzato, il quale le specifica analiticamente.

La situazione soggettiva dell’alunno deve quindi essere qualificata come interesse legittimo o diritto soggettivo a secondo della fase in cui si trova il procedimento suddetto.

Quando gli organi competenti valutano quali siano gli interventi necessari a garantire l’integrazione, sussiste in capo all’alunno una situazione di interesse legittimo consistente nella pretesa a che l’istanza per il sostegno venga presa in esame e sia individuata la soluzione più idonea. In questa fase viene esplicata dalle Amministrazioni coinvolte un’attività di discrezionalità tecnica, tendente a rapportare il bisogno espresso dall’alunno con la miglior soluzione possibile. La soluzione deve essere individuata in base alle effettive esigenze dell’alunno e non in riferimento ad altri elementi come situazioni di bilancio o comunque elementi estranei alle suddette esigenze dell’alunno. L’art. 12 della l. 104/1992 è infatti chiaro nel precisare che la discrezionalità amministrativa deve essere finalizzata e guidata verso l’obiettivo dell’integrazione scolastica dell’alunno diversamente abile in relazione alle caratteristiche della sua specifica situazione di handicap (art. 12, comma 5, l. 104/1992).

L’esito di questa procedura, ovvero l’indicazione dei mezzi necessari a garantire l’integrazione scolastica, può essere contestata nei limiti in cui è sindacabile la discrezionalità tecnica con un’azione di annullamento la quale, in caso di fondatezza, imporrà alle Amministrazioni di riesaminare il caso sulla base delle indicazioni contenute nella sentenza. E’ importante però sottolineare, ai fini della soluzione della presente controversia, che non esiste un diritto soggettivo generale alla fruizione di specifiche misure di integrazione ed in particolare di un numero predeterminato di ore di sostegno scolastico. Spetta infatti alle Amministrazioni indicate dalla normativa, nel rispetto dei criteri di logica e ragionevolezza e con corretta applicazione di eventuali scienze tecniche rilevanti, individuare caso per caso le misure idonee a garantire l’integrazione scolastica avendo quale obiettivo anche la progressiva autonomizzazione della persona diversamente abile, nei limiti consentiti dalla sua situazione. Può quindi anche essere giustificata una riduzione delle ore di sostegno se ragionevolmente motivata dal, e finalizzata al, raggiungimento di tale obiettivo.

Una volta formato il piano educativo individualizzato, allora la pretesa all’integrazione in capo all’alunno diversamente abile assume concretezza di diritto soggettivo e si specifica nella fruizione degli interventi ivi rappresentati, e correlativamente nasce un’obbligazione in capo alle Amministrazioni competenti a renderli.

3. Venendo all’esame del ricorso, esso appare fondato poiché il provvedimento gravato é motivato in riferimento non alle reali esigenze dell’alunno ed al suo quadro clinico, bensì ad altre esigenze derivanti da scelte di bilancio. Deve quindi essere accolta la domanda di annullamento formulata dai ricorrenti.

La domanda di accertamento, in applicazione dei principi sopra esposti, è meritevole di accoglimento nei limiti di quanto stabilito dal piano educativo individualizzato dell’alunno interessato. Esso infatti, che non é oggetto di impugnativa, rappresenta le reali necessità di sostegno per i singoli alunni e in tali limiti è accertabile il diritto a fruire del sostegno scolastico. Le Amministrazioni intimate sono quindi condannate, per quanto di rispettiva competenza, ad erogare all’alunno ricorrente le ore di sostegno stabilite nel suo piano educativo individualizzato.

Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate in € 2.000,00 (duemila/00), oltre accessori di legge, a carico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, a favore dei ricorrenti in solido tra loro.

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini e limiti di cui in motivazione.

Condanna il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca al pagamento delle spese processuali nella misura di € 2.000,00 (duemila/00) oltre accessori di legge, a favore dei ricorrenti in solido tra loro.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 28 marzo 2012 con l’intervento dei magistrati:

Paolo Buonvino, Presidente

Carlo Testori, Consigliere

Alessandro Cacciari, Primo Referendario, Estensore

L’ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 18/04/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)