di Stefano Arduini
Il gruppo sarà presentato a giorni. Già superate le cento adesioni. Ad animarlo saranno cinque parlamentari provenienti dal non profit: Paolo Beni, Filippo Fossati, Edoardo Patriarca per il Pd; Andrea Olivero e Bruno Molea per Scelta civica. Intanto si dovrebbe ricostituire anche l’Intergruppo per la Sussidiarietà. Ma saranno due entità autonome.

Li presenterà ufficialmente a giorni e si chiamerà Intergruppo per il Terzo settore. A oggi le adesioni raccolte in modo trasversale in Parlamento superano già quota cento e a organizzarlo – con la sponda del Forum per il Terzo settore – sono stati cinque esponenti di chiara provenienza social: Paolo Beni (presidente Arci), Filippo Fossati (ex presidente Uisp) e Edoardo Patriarca (presidente dell’Istituto italiano della Donazione) per il partito democratico e Andrea Olivero (ex presidente Acli) e Bruno Molea (presidente Aics) per Scelta Civica.

L’iniziativa che viaggia parallelamente e in totale autonomia rispetto al ricostituendo Intergruppo per la Sussidiarietà, «mira a creare un’agenda comune e condivisa sui temi che ci stanno più a cuore», spiega Beni, «con l’obiettivo» interviene Olivero «di sfruttare al massimo la presenta mai così corposa di senatori e deputati provenienti dal non profit». Da qui anche la scelta di riferirsi fin dal nome al Terzo settore. «Volevamo che il nostro ambito di riferimento fosse fin da subito evidente, rispetto ai colleghi dell’Intergruppo per la sussidiarietà, che hanno come obiettivo quello di promuovere quanto più largamente possibile quel principio costituzionale,  noi lavoreremo specificatamente al servizio delle istanze del Terzo settore», spiega Olivero.

Quanto ai contenuti a partire dalla riforma del codice civile, molti sono quelli condivisi con la piattaforma pre-elettorale di Vita (vd nelle correlate fra gli allegati de “Il non profit all’assalto della politica”) molto apprezzata da tutti e cinque i promotori del nuovo Intergruppo. «I punti sono quelli:», conferma Beni, «stabilizzazione del 5 per mille, revisione dell’Imu per gli enti non commerciali, mantenimento del regime Iva al 4% per le cooperative sociali, valorizzazione del servizio civile e riforma della cooperazione allo sviluppo».

Temi sui quali un governo guidato da Enrico Letta (nella scorsa Legislatura uno degli animatori più vivaci proprio dell’Intergruppo per la Sussidiarietà) e da Angelino Alfano (l’estensore di una riforma del codice civile condivisa col terzo settore a cui lavorò quando era ministro della Giustizia che andò a un passo dall’approvazione in Cdm) dovrebbe avere la massima attenzione. «Sì, sulla carta sì, ma sulla carta chi non è a favore del Terzo Settore, noi lavoreremo per ottenere risultati concreti consapevoli che spesso i nemici non si nascondono nelle burocrazie: in questi anni la vera opposizione alla stabilizzazione del 5 per mille l’hanno fatta i funzionari delle Finanze non certo i politici».