Quello della trasparenza sull’utilizzo dei fondi è un obbligo di legge. Ma per una Fondazione come la nostra è ancor prima un dovere di natura etica. Perché oramai da quattro anni ai cittadini contribuenti chiediamo di destinarci il loro 5 per 1000, perché riceviamo molte donazioni, e perché sosteniamo le attività anche attraverso la compartecipazione da parte delle famiglie di persone con disabilità.

Trasparenza su come vengono spesi i soldi, quindi. Ma anche su quali sono gli obiettivi un po’ più a lunga scadenza che ci siamo dati, perché è importante che chi ci dà una mano condivida una filosofia di approccio alla disabilità, e quindi le strategie per dare soluzione ai problemi.

L’ambizione di chi lavora a questo progetto è che la Fondazione Il Sole diventi con il tempo una sorta di istituzione vera e propria. Un soggetto al quale chiunque possa rivolgersi sapendo di trovare una sponda amica, nel caso nasca un figlio con disabilità, per dare soluzione alle ansie del “dopo di noi”, realizzare un inserimento lavorativo, organizzare servizi per il “durante noi” o individuare un amministratore di sostegno per chi non è autosufficiente.

Per fare tutto questo ci vorrà del tempo. Ma il tempo non è un problema, perché la Fondazione non può essere legata solo alle persone che l’hanno promossa e costituita. Per questo ci piacerebbe che essa diventasse una “istituzione”, riconosciuta come tale dai cittadini.

Di seguito:

1. Relazione e Bilancio consuntivo 2011.

2. Relazione e Bilancio preventivo 2012


Relazione allegata al bilancio consuntivo 2011 (28.05.2012)

Il 2011 è stato per la Fondazione Il Sole un anno cruciale, che ha rappresentato una rottura di continuità con il periodo di mobilitazione e realizzazione della casa famiglia e del centro sociale.

Nel corso di questi 12 mesi, infatti, la Fondazione ha completamente aggiornato i propri obiettivi, pur rimanendo nell’alveo della propria mission di promuovere l’assistenza e l’integrazione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.

Ciò che ha fatto in qualche modo cambiare prospettiva è stato il mancato finanziamento del progetto “Tempo libero, No tempo vuoto” all’Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap [socio fondatore della Fondazione Il Sole], che aveva garantito l’erogazione di servizi gratuiti alle famiglie di persone con disabilità.

Di fronte al rischio di lasciare senza un servizio essenziale un numero elevato di famiglie [45 le persone che fruivano del progetto], il Cda della Fondazione, insieme all’Aggbph, ha deciso di farsi carico pro quota del finanziamento diretto dei servizi, assumendosi l’onere di quattro contratti a progetto per l’assunzione di operatori che consentissero la prosecuzione di una serie di attività. Contratti che si sono aggiunti a quello a tempo indeterminato già esistente per il responsabile dei servizi, per un peso complessivo sul bilancio della Fondazione di 65.000 euro.

Questo – parallelamente all’introduzione di una quota di compartecipazione a carico delle famiglie per accedere ai servizi – ha consentito di continuare a svolgere tutte le attività già esistenti, ma anche di aggiungerne di nuove come i soggiorni balneari allo stabilimento Moreno Beach [aggiuntivi rispetto ai soggiorni estivi al campeggio organizzati da anni dall’Aggbph] e l’attività occupazionale progettata per la prima volta dalla Fondazione, in prosecuzione ed evoluzione del precedente corso di cucina.

Detto in altre parole, complice anche la prospettiva sempre più concreta di una riduzione drastica dell’intervento pubblico, il Cda della Fondazione si è posto l’obiettivo di organizzare l’erogazione diretta dei servizi.

Da qui la scelta, conclusa positivamente l’esperienza dei soggiorni balneari, di organizzare il nuovo servizio di attività occupazionale [partito da ottobre] rivolto a soddisfare i bisogni di ragazze e ragazzi fuoriusciti dal ciclo scolastico. Servizio articolato su cinque giorni alla settimana – tre con orario 9:00-13:00 e due con orario 9:00-16:00 – che dà una risposta di qualità alle persone con disabilità, dando allo stesso tempo maggiore libertà alle loro famiglie.

Complessivamente, quindi, nel 2011 è stato compiuto uno sforzo enorme in termini economici che ha assorbito più della metà delle risorse del bilancio, al netto dei 61.000 euro di ammortamenti dei beni immobili.

Più o meno a marzo del 2011, inoltre, il Cda della Fondazione aveva anche deciso di aderire ad bando europeo per lo sviluppo di attività d’impresa destinata a persone svantaggiate, presentando un progetto per ottenere un finanziamento di 30.000 euro destinato alla costituzione di una cooperativa di tipo B, con l’obiettivo di dare lavoro a persone con disabilità. Finanziamento poi assegnato, al quale è seguito l’avvio del percorso di formazione delle sette persone che avrebbero successivamente costituito la coop sociale “Raggi di Sole”, che produrrà e venderà pasta fresca. Percorso di formazione iniziato a ottobre e conclusosi a dicembre 2011.

Questa scelta imprenditoriale risponde a un altro degli obiettivi che fanno parte della mission della Fondazione Il Sole: ovverosia l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità.

Guardando a ritroso l’evoluzione del 2011, in definitiva, appare evidente come la Fondazione sia entrata in una seconda fase della propria maturazione istituzionale, dandosi obiettivi che pur facendo parte del proprio Dna [contenuti peraltro all’interno dello statuto], erano stati nei primi 7 anni messi in stand by in attesa di raggiungere e consolidare il risultato della realizzazione della casa famiglia e del centro sociale.

Al netto delle ingenti spese per il personale, la parte rimanente del bilancio è stata spesa per ottemperare a una serie di oneri poco visibili ma necessari allo svolgimento delle attività: dall’acquisto di beni, servizi e materiali di consumo, agli oneri finanziari per lo scoperto di conto che aveva consentito l’operatività della Fondazione, le cui risorse erano state quasi interamente assorbite dai pagamenti per la realizzazione del complesso Il Sole, fino alle spese per tasse, utenze e assicurazione.

Il presidente, Massimiliano Frascino

Relazione al Bilancio consuntivo 2011 [PDF]

Bilancio consuntivo 2011 [Pdf]


Relazione al bilancio preventivo 2012 (30.03.2012)

Il 2012 sarà per la Fondazione Il Sole l’anno di consolidamento del nuovo modello d’intervento, basato sull’erogazione diretta di alcuni servizi e su una riorganizzazione interna delle modalità operative. La crescita esponenziale delle attività, infatti, richiede un ripensamento dell’organizzazione individuando con più precisione le responsabilità. Solo suddividendo i carichi di lavoro con maggior efficacia, infatti, sarà possibile continuare a fare affidamento per un verso sul gruppo dirigente basato sui volontari, e per l’altro su una struttura più professionalizzata composta dagli operatori.

Questi per sommi capi gli obiettivi principali per l’anno in corso, che si articolano per obiettivi.

Attività occupazionale. Partita nell’ottobre 2011, l’attività occupazionale è rivolta a persone con disabilità che hanno concluso il proprio percorso educativo nella scuola. Le persone interessate svolgono nel corso dell’anno diversi tipi di attività, tutte improntate a percorsi di socializzazione per favorire lo sviluppo di relazioni umane ed amicali. Nel servizio sono impegnate due operatrici con la qualifica di psicologhe e due volontari del Servizio civile nazionale. Concluso nei primi mesi il periodo di rodaggio, il servizio è oggi a pieno regime e impegna le persone per 26 ore settimanali, garantendo un impegno costante a chi lo frequenta. Nelle prossime settimane sono attesi almeno altri tre ingressi di persone con disabilità, e quindi in prospettiva occorrerà porsi il problema di aumentare il numero degli operatori.

Coop sociale “Raggi di Sole”. La coop sociale di tipo B “Raggi di Sole” è stata costituita il 21 febbraio 2012. Essa è nata con l’obiettivo di dare lavoro a sette persone con diversi tipi di disabilità, che saranno impiegate nella produzione e vendita di pasta fresca nel pastificio artigianale “Pasta di Sole”, che aprirà entro la prossima estate [si spera entro luglio], e nella gestione di piccoli catering. La scommessa è quella di garantire un inserimento lavorativo reale ed un minimo di autonomia economica ai soci che vi lavoreranno. La cooperativa ha aperto un fido di 50.000 euro con la Banca della Maremma [garantito dalla Fondazione] per l’avvio dell’attività d’impresa, in attesa di individuare strumenti finanziari agevolati per coprire gl’investimenti previsti in 90.000 euro.

Mutuo con Banca Mps. Negli ultimi tre anni, per garantire la liquidità necessaria alle attività e completare i pagamenti per la conclusione dei lavori di realizzazione di casa famiglia e centro sociale, la Fondazione aveva aperto uno scoperto di conto corrente per 100.000 euro con Banca Mps. Ad inizio anno ha contratto un mutuo di 130.000 euro per estinguere lo scoperto di conto e avere un po’ di risorse per svolgere le attività d’istituto. L’obiettivo, con gl’introiti del 5 per 1000, le donazioni e le compartecipazioni per l’erogazione dei servizi, è quello di stabilizzare la gestione finanziaria raggiungendo l’equilibrio tra entrate e uscite e quello nella gestione tra cassa e competenza.

Campetto di calcio. Entro il prossimo giugno dovrebbero iniziare i lavori per realizzare la recinzione [pali di sei metri con rete di protezione] del campetto di calcio adiacente la casa famiglia, dotandolo delle porte, per renderlo fruibile in modo completo. L’investimento è di 13.000 euro, finanziati con un contributo del Comune di Grosseto di 9.500 euro e con le donazioni di 4.000 euro di due imprese private. Una volta ultimato il campetto sarà dato in gestione alla squadra di calcio “Atletico Maremma” – composta da ragazzi seguiti dal Dipartimento di salute mentale della Asl 9 – per farla partecipare ad un torneo regionale con altre società simili. Il campo potrà ospitare tornei di calcio e altri sport, oltre ad attività ludico motorie nelle quali coinvolgere le realtà giovanili di quartiere.

Campagna di comunicazione per il 5 per 1000. Grazie al contributo di 18 piccole e medie aziende grossetane, nel 2012 la Fondazione ha promosso una campag0na di sensibilizzazione [giornali, internet e manifesti 6×3 mt] dei cittadini grossetani per destinare il 5 per 1000 dell’Irpef con la dichiarazione dei redditi. Questa scelta è stata fatta per far conoscere meglio la realtà della Fondazione e far comprendere l’importanza del 5 per 1000 per finanziare le nostre attività.

Personale. La previsione di spesa per gli operatori di cui si avvale la Fondazione per gestire i servizi, salvo incrementi in corso d’opera, è di 42.000 euro [22.000 per un contratto a tempo indeterminato e 20.000 circa per due collaborazioni a partita Iva]. Avere operatori professionali e motivati è considerato un pre requisito fondamentale per poter erogare servizi di qualità che rispondano alle esigenze degli utenti. D’altra parte, in una prospettiva a breve termine, considerato l’incremento atteso delle attività, occorre porsi il problema della copertura di costi per nuovo personale dedicato ai servizi, e quindi dell’aggiornamento delle quote di compartecipazione.

I costi fissi, escluso il personale. I costi per il funzionamento di parco e centro sociale [utenze, manutenzioni, assicurazione, pulizie, Imu e Tarsu], e quelle per l’acquisto dei materiali di consumo, incideranno su base annua per oltre 25.000 euro, mentre quelli finanziari per 10.000. Entro l’anno andrà presa una decisione sulla realizzazione di un impianto fotovoltaico per abbattere i costi energetici che ammontano a 7-8.000 euro/anno.

Il presidente, Massimiliano Frascino

Relazione al bilancio preventivo 2012 [PDF]

Bilancio preventivo 2012 – Rendiconto gestionale [PDF]

Bilancio preventivo 2012 – Stato patrimoniale [PDF]