Dopo di noi. Il Trust come istituto giuridico in favore delle persone disabili è stato legittimato da un recentissimo decreto del Tribunale di Roma – sezione IX civile n°12647 depositata il 10/10/17 – per conseguire i fini prefissi dalla Legge 112/16 sul “Dopo di Noi”.

Il caso. La madre di una persona con disabilità, sua amministratrice di sostegno, si era rivolta al giudice tutelare per essere autorizzata ad istituire un Trust per il dopo di noi, denominato come suo figlio, in cui trasferire la proprietà e la nuda proprietà al 50% di due appartamenti siti a Roma.

Cos’è un Trust? È un istituto tipico del common law (sistema giudiziario della cultura anglosassone ed americana): si tratta di rapporto giuridico sorto per testamento o per atto tra vivi con cui un disponente (settelor) trasferisce ad un altro soggetto (trustee) beni o diritti. Con l’obbligo di amministrarli nell’interesse del disponente o di altro soggetto (beneficiary) o per il perseguimento di uno scopo determinato, sotto l’eventuale vigilanza di un terzo (protector), secondo le regole dettate dal disponente nel suo atto istitutivo e dalla legge regolatrice dello stesso.

È possibile anche conferire beni a sé (trust autodichiarato) e, come detto, può essere nominato un soggetto (protector) che vigili sulla corretta attuazione dell’istituto e che il trustee agisca per l’effettivo conseguimento dei fini dello stesso.

Con la Convenzione dell’Aja del 1985 (recepita nel nostro ordinamento dalla L.364/89) il trust è stato esteso anche ai paesi di civil law (è il nostro sistema giudiziario). Si individuano due fasi non necessariamente contestuali l’atto di costituzione e quello di conferimento dei beni: al momento della costituzione del trust, il settelor può anche statuire un conferimento minimo di una somma di denaro e poi conferire beni al fondo.

Può essere costituito per far fronte a bisogni familiari e/o tutelare minori e/o soggetti diversamente abili: è il c.d. trust familiare (per una più vasta casistica e per approfondimenti: Redazionale, Il trust in https://intrustcompany.it/it/trust/trust-famiglia-7). La nostra fattispecie rientra in questa ipotesi.

La prassi costante lo considera un atto a titolo gratuito (Cassazione civile19376/17), ma i beni ad esso conferiti sono sequestrabili (Cassazione penale 9229/16). Per i costi e gli eventuali vantaggi fiscali relativi al trasferimento immobiliare come quello in esame in un trust si veda: Redazionale/G.Lepore, Quanto costa trasferire un immobile in un trust in https://www.laleggepertutti.it/153790_quanto-costa-trasferire-un-immobile-in-un-trust e  C.Carlo Gli aspetti fiscali del trust in http://www.mpotrustee.it/wp-content/uploads/2014/01/articolo-dott.-Carlo.pdf.

Le conclusioni del Tribunale di Roma. Il Giudice tutelare ha rilevato come questo istituto, in forza della Convenzione dell’Aja, come già detto, sia compatibile col nostro ordinamento e che, in forza delle recente riforme del codice civile che hanno introdotto l’art. 2645 ter cod. civ.: riconosce il trust come atto di disposizione, soggetto a trascrizione, «che realizza interessi meritevoli di tutela per i soggetti con disabilità».

di Giulia Milizia