L’appuntamento con il nuovo “Laboratorio di fisioterapia & psicomotricità” tenuto dalla fisioterapista Stefania Pascaleè tutti i lunedì e venerdì. Ed è uno dei più attesi dalle persone con disabilità che frequentano la Fondazione Il Sole. La pandemia ci ha costretto a eliminare le frequenti uscite tipiche del nostro “diurno diffuso”, e poter fare esercizi fisici è motivante, oltre che una bella valvola di sfogo.

«L’obiettivo principale – spiega Stefania – è far recuperare quante più abilità motorie e cognitive possibili ad ognuno, rafforzando quelle già acquisite ed evitando che l’inattività ne porti alla perdita. La conquista anche di una piccola abilità psicomotoria costituisce un grande successo, ed è uno stimolo a lavorare per ottenere il massimo».

La fisioterapia viene sviluppata attraverso un’attività motoria collettiva con l’esecuzione di esercizi attivi e attivi-assistiti per ogni distretto articolare. Un percorso che ha lo scopo di migliorare l’escursione articolare, il tono muscolare e la postura, con conseguenti effetti benefici su respirazione, attività cardiaca e circolazione. «All’interno del progetto vengono inseriti percorsi ludico motori sviluppati su vari step e sempre diversi. Ogni step valorizza un’attività individuale come la corsa, il salto, la coordinazione tra braccia e gambe, l’equilibrio nella camminata e la sicurezza nei passaggi posturali».

Nel progetto di fisioterapia rientra anche la mobilizzazione passiva, rivolta a coloro che per il progredire della patologia disabilitante non sono più in grado di muovere attivamente i vari distretti articolari. «Effettuare passivamente esercizi a tutti e quattro gli arti ha notevoli benefici – spiega a sua volta Paola De Luca, psicomotricista e responsabile dell’Attività occupazionale – poiché evita il blocco articolare e muscolare, migliorando la circolazione e rilassando psicologicamente le persone».

Il laboratorio non si è dato obiettivi pretenziosi, ma cerca di valorizzare le abilità e il benessere psicofisico di ognuno, veicolato attraverso un approccio ludico-motorio. Il trait d’union tra fisioterapia ed educazione psicomotoria consiste nella consapevolezza scientifica che l’apprendimento motorio sta alla base di molte attività umane come leggere e scrivere, o di abilità superiori come capire gli stati emotivi.

«Lo sforzo che abbiamo fatto con Stefania – conclude il suo ragionamento Paola – è stato di tenere un approccio multidisciplinare integrando psicomotricità funzionale e fisioterapia, con l’obiettivo di tenere insieme gli aspetti cognitivi, emotivi e motori. Il problema principale per le persone con disabilità psichica, intellettiva, relazionale e multi-disabilità, è quello di implementare il proprio livello di autonomia. Il raggiungimento di un proprio equilibrio motorio, emotivo e relazionale è la precondizione per aggiungere gli obiettivi di autonomia. Questo laboratorio è un pezzo importante del complessivo progetto educativo e didattico che la Fondazione si è data per la qualità della vita delle persone con disabilità».