Cavallo_sole 284339È davvero un’annata felice per il corso di riabilitazione equestre che la Fondazione Il Sole-Aggbph tiene al Centro ippico “Il Mustiaio” di Roselle (Gr). L’attività e il centro sono stati infatti inseriti nel “Progetto europeo transfrontaliero It-Fr Marittimo – Hippotyrr2”, insieme ad altre realtà della Maremma, di Sardegna e Corsica, e proprio in queste ultime settimane è iniziata la fase conclusiva con il lavoro di un’equipe multidisciplinare coordinata dal dottor Mauro Camuffo responsabile della neuropsichiatria infantile della Asl 9, che è composta da medici, psicologi, fisioterapisti e operatori.

«Con l’arrivo della bella stagione – spiega Annarosa Ruggiero, operatrice esperta di riabilitazione equestre – il centro è in piena attività. Attualmente il nostro corso è frequentato da 16 fra bambini, adolescenti e adulti. Tre bambini si sono aggiunti di recente, ma dopo Pasqua dovrebbero aggiungersi altri utenti che avevano interrotto alla fine dello scorso autunno. Il valore aggiunto che ha la nostra attività per le persone con disabilità, sta nel fatto che riusciamo a coniugare la finalità terapeutica della riabilitazione equestre con l’aspetto della socializzazione e quello ricreativo».

I cicli del corso di riabilitazione equestre della Fondazione-Aggbph si svolgono due giorni alla settimana, il mercoledì e il venerdì, dalle 14.30 alle 18.00. Responsabile dell’attività è Annarosa Ruggiero (contatto: 338-81.64.500).

«Dal punto di vista riabilitativo – spiega Sara Agostini, fisioterapista – diversifichiamo il progetto in base all’età e al tipo di patologia. Per quelle motorie e neuromotorie, ad esempio, lavoriamo sulla riduzione del tono e dell’ipertono, sugli schemi patologici e sulle reazioni d’equilibrio.

Rispetto ai disturbi comportamentali, invece, cerchiamo di attenuare gli atteggiamenti aggressivi canalizzandoli in atteggiamenti più positivi, sviluppando l’attenzione e addestrando le abilità spazio temporali. Sui disturbi della relazione, come nel caso dell’autismo – conclude – lavoriamo sulla presa di consapevolezza dell’ambiente in cui la persona si muove, utilizzando come tramite il cavallo».